Il sorbo

A) Origine e diffusione
Il sorbo è una specie da frutto, originaria da una vasta area comprendente l’Europa meridionale, l’Asia minore e l’Africa settentrionale anche se le migliori condizioni pedoclimatiche di adattamento sono quelle dell’ambiente Mediterraneo.
E’ una pianta da frutto conosciuta fin dalle epoche più antiche in Italia, ma è sempre stata considerata come una specie marginale.
Già gli antichi Romani, conoscevano il sorbo come specie da frutto di cui ne apprezzavano sia la maestosità che la sua produzione.
In Italia, il sorbo veniva coltivato sia per la produzione del frutto che del legno, tenendo conto che la specie è ancora presente in aree marginali, vicino alle fattorie, ai bordi delle strade, dei campi e in aree incolte. Infatti sono rari ad oggi esempi di impianti specializzati, mentre esistono esemplari diffusi in colture isolate e spontanee.
Essendo una pianta che presenta una crescita molto lenta nel tempo, forse per la frenesia dei giorni nostri e la mancanza di pazienza, che questa specie non viene più coltivata ne per la produzione dei frutti e ne a scopo ornamentale.
Per questo esistono poche piante in tutto il nostro paese, a dimostrazione del fatto che diviene ancora di più necessario recuperare e valorizzare questa specie.

B) Sistematica e caratteristiche della specie
Ordine:
Rosales.

Famiglia: Rosacee.

Sottofamiglia: Pomoidee.

La specie più interessante riguardo la produzione dei frutti è il sorbo domestico (Sorbus domestica).
Un’altra specie molto diffusa nelle zone pedemontane, è il sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia), utilizzato per la sua funzione decorativa e per il legno, ma caratterizzato da frutti amari e astringenti.
Il sorbo domestico è un alberello di notevole grandezza (può raggiungere anche i 20 – 25 m d’altezza), molto lento nella crescita e molto longevo arrivando a vivere anche oltre 200 anni.

C) Caratteristiche botaniche
C.1) Tronco e chioma
La pianta è caratterizzata da un tronco eretto, con corteccia di colore grigio scuro. La chioma, è invece rotonda e costituita da branche a portamento aperto.

C.2) Foglie
Le foglie sono composte da 11 – 21 foglioline seghettate e brevemente appuntite, con la pagina superiore di colore verde cupo, mentre quella inferiore è verde glauco e pubescente.

C.3) Fiori
I fiori che si sviluppano nel mese di maggio, sono piccoli, di colore bianco, riuniti in infiorescenze a corimbo portate all’apice dei rami dell’anno.

C.4) Frutti
Dai fiori si originano dei piccoli pomi dette sorbe, simili per l’aspetto a delle mele o a delle pere.
Al momento della raccolta le sorbe sono immangiabili, perché caratterizzate da una polpa ricca di tannini astringenti e priva di qualsiasi profumo, con il colore della buccia giallo – verdastro soffusa di rosa o rosso e ricoperta a volte da rugginosità.
Per diventare commestibili i frutti devono subire un processo d’ammezzimento, durante il quale si verifica un intenerimento della polpa, mediante una leggera fermentazione, che culmina con l’accentuazione del colore della buccia che vira verso il rosso porpora e la trasformazione dei tannini in zuccheri.

D) Germoplasma e varietà locali
Le varietà coltivate e poste in commercio, vengono suddivise in due sottospecie a seconda della forma del frutto, che può essere sia di una piccola mela che di una piccola pera.
Per questo avremo il:

  •  Sorbo sottospecie malifera (sorbo mela).
  •  Sorbo sottospecie pyrifera (sorbo pera).

E) Esigenze pedoclimatiche
La pianta ha delle modeste esigenze in fatto di clima e terreno, sopporta bene le basse temperature invernali, si adatta ad ogni tipo di suolo anche quelli di natura alcalina, tendenzialmente pesanti e caratterizzati anche da un’estrema aridità.

F) Propagazione e potatura
Il sorbo si può propagare o per seme, oppure per innesto della specie su portinnesti come il biancospino o il cotogno, in modo da anticipare l’entrata in produzione della pianta.
Le piante ottenute da seme hanno uno sviluppo molto lento ed entrano in produzione intorno al 15° anno di vita della pianta.
L’innesto si biancospino o su cotogno permette di abbreviare il periodo improduttivo, anche se tuttavia la messa a frutto avviene verso il 10° anno di età.
Per il sorbo non vengono eseguiti in generale nessun intervento di potatura, tranne qualche taglio durante la fase d’allevamento.
Tuttavia la pianta ha una naturale propensione ad alternare, per cui ad annate di scarica possono seguire annate di carica, con produzione anche notevole di frutti.

G) Raccolta
I frutti maturano tra il mese di settembre e ottobre, ma si consumano sovramaturi o ammezziti a partire dal mese di novembre.
Infatti un vecchio detto afferma “Con il tempo e con la paglia, matura la sorba e la canaglia” a dimostrazione del fatto che non bisogna avere fretta, ma saper aspettare affinché il frutto maturi in maniera lenta nel tempo.
La raccolta si esegue manualmente, ma come abbiamo detto i frutti per divenire commestibili devono subire un processo d’ammezzimento. Nelle campagne italiane un sistema molto diffuso per accelerare l’ammezzimento, consisteva nel mettere i frutti nella paglia, perché in questo modo il calore emanato favorisce la trasformazione dei tannini in zuccheri, trasformando la polpa in un colore scuro, in modo da poter godere del loro particolare profumo e aroma.
Le sorbe sono frutti che fanno parte dei cosiddetti sapori perduti e dimenticati e siccome non subiscono nessun trattamento chimico, sono molto ricercati rientrando nella categoria della cosiddetta frutta ecologica.

H) Caratteristiche nutrizionali
I frutti risultano essere molto ricchi di carboidrati (glucosio e fruttosio), acidi organici (acido citrico prevalentemente), alcoli, fibre solubili, vitamina C, tannini dalle caratteristiche astringenti, e sostanze amare da cui ne deriva il nome del frutto, come la sorbina, l’acido sorbico e l’acido sorbotanico.

I) Utilizzazione e proprietà
I frutti possono essere consumati freschi tal quali, oppure utilizzati per fare il sidro, le confetture, i liquori e le salse.
Un tempo i frutti, venivano infilati in un lungo filo a forma di rosario e stesi ad essiccare sui graticci, da cui se ne poteva ricavare la farina per la produzione del pane soprattutto nei periodi di carestia. La produzione del sidro, molto conosciuta in antichità, veniva ottenuta invece facendo semplicemente fermentare la polpa del frutto ammezzito.
Non a caso, nel 1600 Vincenzo Tanara affermava che: “Pochi frutti ci sono eguali nell’utile a questo, che porge pane, vino e companatico”.
In fitoterapia i frutti hanno proprietà astringenti, diuretiche, detergenti, rinfrescanti e tonificanti.  Inoltre il succo delle sorbe è utilizzato in cosmesi per normalizzare le pelli grasse.
Il legno giovane del sorbo, viene utilizzato per estrarre un liquido scuro atto a tingere i tessuti. Il tannino estratto dal legno e dalle foglie può essere impiegato per la concia del pellame. Il legno inoltre essendo molto duro e compatto viene utilizzato anche per il lavori di ebanisteria. Infatti per la sua durezza e la proprietà di essere fine, poteva essere impiegato anche per la produzione di armi come archi e balestre, oppure per l’ottenimento di sostegni per i filari di viti, produzione di torchi o banchi da falegnameria.
Essendo anche una pianta molto decorativa per l’abbondante presenza di frutti, il sorbo può essere utilizzato anche a scopo ornamentale più che come specie da frutto, essendo anche molto indicato alla coltivazione biologica e per la valorizzazione di zone ritenute marginali.
Infine soprattutto nel Nord Europa, il sorbo era una specie che veniva piantata vicino le case, perché si pensava che allontanasse i fulmini e gli spiriti immondi.

BIBLIOGRAFIA:
1) AA. VV., 1991. Frutticoltura speciale. Reda, Roma.

2) AA. VV., 1997. Manuale di agricoltura. Seconda edizione. Ulrico Hoepli editore, Milano.

3) Bellini E., Giordani E., Bignami C., 1999. Il germoplasma toscano delle specie legnose da frutto: i fruttiferi minori. Atti del convegno Firenze, 19 novembre 1999, ARSIA – Regione Toscana, Firenze.

4) Dalla Ragione I., 2010. Frutti ritrovati: 100 varietà antiche e rare da scoprire. Edizioni Mondadori Arte, Milano.

5) http://www.erbe.altervista.org, 2016. Sorbus domestica – Descrizione botanica. Archivio foto.

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