L’apparato mammario

A) Generalità
Con il termine di apparato mammario, si intende l’insieme degli organi e dei tessuti, facenti parte della mammella, deputati alla produzione del latte in tutti gli esseri viventi appartenenti alla classe dei mammiferi
Dal punto di vista tassonomico, l’apparato mammario, prende origine dal tessuto tegumentale esterno (es. pelle e peli) e non da quello riproduttore. Quest’ultimo però è funzionalmente dipendente dall’apparato mammario, ciò significa che lo sviluppo della mammella è legato dal punto di vista fisiologico allo sviluppo delle cellule riproduttive.
Per questo infatti, dal punto di vista embriologico, la mammella non è altro che, un insieme di ghiandole sudoripare strutturalmente modificate chiamate appunto ghiandole mammarie.
La mammella, è costituita a sua volta da un insieme di vari corpi ghiandolari che si sviluppano fino alla pubertà sia nel maschio che nella femmina. Tuttavia però, questi corpi ghiandolari tendono a divenire funzionanti soltanto nella femmina sia naturalmente che artificialmente.

B) La mammella negli animali domestici
Nella vacca e nella cammella, la mammella è costituita da 4 ghiandole indipendenti l’una dell’altra, che prendono il nome di quarti o quartieri.
Essi sono:

  1. Anteriore destro.
  2. Anteriore sinistro.
  3. Posteriore destro.
  4. Posteriore sinistro.

Questi quarti hanno in comune soltanto la superficie cutanea esterna. Tutta la mammella è poi sospesa nella regione sotto pubica dell’addome, rimanendo legata ad esso tramite dei legamenti privi di elasticità.
Nella pecora e nella capra invece, le mammelle sono separate e disposte simmetricamente in 2 quarti (destro e sinistro) dalla regione toracica a quella addominale.

C) Morfologia della mammella
Esternamente la mammella, è costituita dalla pelle che si presenta liscia, untuosa e ricca di ghiandole sebacee.
Al di sotto della pelle, vi è una tunica fibrosa chiamata fascia mammaria, che è omologa sia per struttura che per posizione alla tunica fibrosa che circonda lo scroto dell’apparato riproduttore maschile. La tunica fibrosa, è a sua volta divisa in 2 quarti (destro e sinistra), attaccata mediante il legamento sospensore mediano alla sinfisi ischio pubica addominale.
All’interno della tunica fibrosa, è presente il parenchima mammario, ricco di cellule ghiandolari secernenti ed un epitelio ricco di tessuto connettivo più o meno infarcito di grasso altamente vascolarizzato per la presenza di numerosi vasi sanguigni.

C.1) La ghiandola mammaria
La ghiandola mammaria, è costituita da un insieme di cellule o unità secernenti chiamati alveoli o adenomeri o acini. Questi alveoli a sua volta sono riuniti in grappoli a formare una struttura con un insieme di lobuli. Il numero di questi alveoli, e il loro raggruppamento e il funzionamento varia a seconda della specie animale.
Per cui la ghiandola mammaria, non è altro che un insieme di cellule alveolari di natura epiteliale ed endocrina vuote, all’interno del quale si forma e vi si riversa il latte, che fuoriesce all’esterno tramite un dotto escretore.
Le cellule alveolari, possono avere sia una forma cubica oppure piramidale, ed essere circondate a loro volta da un’altra rete di cellule allungate e intrecciate tra di loro chiamate cellule a canestro che racchiudono e circondano gli alveoli.
Gli alveoli sono abbondantemente irrorati dai vasi sanguigni, sia di natura venosa che arteriosa.
Le cellule a canestro, ricevono dal sangue gli elementi nutritivi in grandi quantità, elaborandoli a loro volta per ottenere i composti chimici più complessi (zuccheri, lipidi e proteine) in modo da sintetizzare il latte che verrà riversato all’interno dell’alveolo.
Dal punto di vista fisiologico, le ghiandole mammarie dell’alveolo non sono altro che delle ghiandole endocrine a secrezione interna, che in base al tipo di sostanza che viene secreta, possono essere sia:

  • Apocrine
    Quando perdono in parte il loro contenuto cellulare.
  • Merocrine
    Quando perdono completamente il loro contenuto cellulare.

Mentre i lipidi del latte, vengono espulsi mediante meccanismo apocrino o apocrinia, le proteine (caseine, albumine e globuline), vengono invece espulse mediante meccanismo merocrino o merocrinia.
Dal punto di vista funzionale, quindi il latte non è altro che un prodotto liquido della ghiandola mammaria, che prende origine a partire dal plasma sanguigno. Questo significa che, affinché la ghiandola mammaria possa sintetizzare il latte deve consumare un’enorme quantità di energia in modo da trasformare i principi nutritivi elementari del metabolismo animale, in sostanze complesse facenti parte del prodotto.
Per questo oltre ad un notevole dispendio energetico di origine metabolica sotto forma di ATP, è necessario anche un notevole apporto di sangue alla mammella. Si stima infatti che per produrre circa 1 l di latte, sia necessario l’apporto di circa 400 l di sangue come per esempio nel caso di buone lattifere. Questa quantità, può essere ancora più elevata nel caso di animali mediocri, anziani o malnutriti arrivando a circa 1000 l di sangue.
Questo notevole apporto di sangue alla mammella al fine di produrre il latte, è garantito da una rete di capillari interni che rendono origine a partire sia da grosse vene e arterie esterne. Questi sistemi arteriosi, venosi e linfatici sono estremamente complessi tenendo conto che alcune cellule mobili (es. globuli bianchi o leucociti), possono passare dal sangue all’interno delle pareti degli alveoli e finire all’interno del latte.
Più grande è il sistema venoso e arterioso, maggiore sarà l’apporto di sangue e quindi più elevata sarà la quantità di latte prodotto.

C.2) Arterie e vene mammarie
L’apporto di sangue alla mammella, è garantito da 2 arterie che prendono il nome di pudende esterne. Queste a loro volta derivano dalla diramazione delle iliache esterne che prendono origine dall’aorta del cuore.
Le arterie pudende esterne, si dividono a loro volta in:

  • Arterie mammarie.
  • Arterie basali.

Mentre le arterie mammarie, vanno ad irrorare la parte più bassa della mammella, le arterie basali vanno invece ad irrorare la parte più alta della mammella fino a ramificarsi in numerosi capillari sanguigni andando a finire all’interno di ogni alveolo.
I capillari si organizzeranno poi in un circolo sanguigno, da cui poi prenderanno origine dei cordoni anteriori e posteriori di vene.
Le vene più importanti della mammella, sono le vene mammarie del latte o vene sottocutanee, che attraverso le fontane del latte, si riuniscono nelle vene toraciche. Le vene toraciche laterali chiamate pudende esterne, arrivano alle vene addominali, mentre le pudende interne arrivano alla vene caudali.
Da questo sistema venoso, il sangue poi confluirà di nuovo nell’aorta del cuore per poi essere portato ai polmoni al fine di essere ossigenato.

C.3) I dotti esterni e il capezzolo
L’alveolo mammario, riempito di latte prodotto dalle cellule a canestro, passa attraverso dei tubi ramificati chiamati dotti galattofori. Questi dotti attraverso un canale via via sempre più, vanno a riversare il latte in una struttura di contenimento chiamata cisterna del latte. Bisogna notare che ogni dotto galattoforo ramificato, comunica con la cisterna del latte, attraverso dei seni galattofori posti alla base della mammella.
La cisterna del latte a sua volta riversa il latte all’interno del capezzolo attraverso il canale omonimo tramite una piega della mucosa.
Il capezzolo si apre all’esterno grazie ad un unico e sottile canale o dotto papillare a pareti ispessite, che permetterà di contenere il latte grazie ad uno sfintere che ne assicura la sua occlusione.
Tutta questa struttura forma un serbatoio di notevole capacità, avendo la possibilità di contenere in media fino a 4 l di latte nei quattro quarti per esempio di una vacca da latte con produzione media.
Infine c’è da notare che, mentre negli animali ruminanti (bovini, ovini e caprini) il latte viene riversato all’esterno tramite un unico canale del capezzolo, negli animali monogastrici (es. donna, cagna) il latte sbocca all’esterno tramite più canali separati l’uno dall’altro, attraverso molteplici orifizi del capezzolo.

BIBLIOGRAFIA:
1) footage.framepool.com, 2016. Mostra di bovini / Assia / Germania. Archivio foto.

2) Giorgetti A., Lupi P., 2000. Anatomia e morfologia degli animali domestici. Dipartimento di Scienze Zootecniche. Facoltà di Agraria. Università degli studi di Firenze.

3) Meragalli A., Giorgetti A., Martini A., Bozzi R., 1996. Fondamenti di anatomia, fisiologia e zoognostica. Liviana editrice, Padova.

4) Rapaccini R., 2003. Qualità dei prodotti di origine animale (qualità del latte). Dipartimento di Scienze Zootecniche. Facoltà di Agraria. Università degli studi di Firenze.

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