Il gelso da frutto

A) Origine e diffusione
Il gelso da frutto è una specie arborea originaria a partire sia dall’Estremo e Medio Oriente che dal Nord America a cui afferiscono un migliaio di varietà adatte ai climi temperati e tropicali.
Il gelso da frutto, è una pianta arborea conosciuta fin dai secoli più antichi a partire dalla Cina, dove veniva utilizzata per la produzione del famoso baco da seta. Oggi questo tipo di allevamento è diventato molto marginale in Italia (anche se si sta tentando di rilanciarlo), perché il gelso è diventata una pianta molto sporadica.
Infatti si ritrovano ancora vecchi esemplari solo in prossimità dei casolari, dove possono essere utilizzati per la loro funzione ombreggiante durante il periodo estivo, o per l’occasionale raccolta dei frutti.

B) Sistematica e caratteristiche della specie
Ordine:
Morales.

Famiglia: Moracee.

Le specie più importante per la produzione dei frutti e per l’allevamento del baco da seta, è il gelso bianco (Morus alba), mentre per la produzione dei soli frutti vi è il gelso nero (Morus nigra). Vi è inoltre un’altra specie intermedia alle due già descritte, che è il gelso rosa o rosso (Morus rubra), che viene più che altro impiegato per la sua funzione ornamentale.

C) Gelso bianco (Morus alba)
Il gelso bianco è una specie originaria della Cina, ed è stato introdotto in occidente assieme al baco da seta intorno al XII secolo.
E’ una pianta di grandi dimensioni (può raggiungere anche i 20 m), se lasciata sviluppare naturalmente.
Se la pianta veniva utilizzata per la produzione del fogliame utile per l’allevamento del baco da seta, subiva una potatura intensa al fine di provocare l’emissione di rami giovani e vigorosi ricchi di foglie più tenere.

C.1) Rami e corteccia
La chioma è espansa e globosa, con dei rami di colore grigio o giallo-grigiastro e la corteccia del tronco profondamente scanalata.

C.2) Foglie
Le foglie sono di forma ovato – acute, non molto grandi con delle pagine fogliari lisce, irregolarmente dentate ai margini e munite di un corto picciolo.

C.3) Fiori
I fiori maschili sono riuniti in infiorescenze ad amento, mentre i fiori femminili sono riuniti in infiorescenze sub globose.

C.4) Frutti
Il frutto, che in realtà è un falso frutto (sorosio), è chiamato anche con il nome di mora di gelso. Tali more di colore dal giallastro – bianco al viola, sono molli, di sapore dolciastro, prive di acidità, ma un po stucchevoli.
I frutti a maturazione cadono spontaneamente trattenendo il peduncolo, presentandosi molli e poco resistenti alle manipolazioni e trasporti.

D) Gelso nero (Morus nigra)
Il gelso nero, invece è una specie originaria del bacino orientale del Mediterraneo ed è presente in Italia fin dalle epoche più antiche dove era conosciuto anche con il nome di moro.
La pianta del gelso nero, si sviluppa meno di quella del gelso bianco, ma è più resistente alle basse temperature ed è per questo che può arrivare ad un’altezza anche di 1000 m.

D.1) Rami e foglie
La pianta è costituita da dei rami di color grigio o bruno, con foglie grandi, lobate o intere, a margine frastagliato, cordate alla base e appuntite all’apice, con la pagina superiore pubescente e quella inferiore pelosa.

D.2) Fiori e frutti
I fiori, hanno le stesse caratteristiche di quelli del gelso bianco.
I frutti invece, sono di colore nero, succosi, abbastanza consistenti, di sapore dolce acidulo e maturano nel periodo estivo.

E) Germoplasma e varietà locali
La maggior parte delle varietà locali di gelso fino ad ora ritrovate, sono state introdotte in Italia a partire dal 1800 e ancora oggi le possiamo ritrovare in forma sparsa, soprattutto laddove vi era prima un certo interesse alla loro coltivazione specialmente per la produzione del baco da seta e l’utilizzo dei loro frutti a livello culinario e medicinale.
Si tratta di varietà di introduzione estera, che però con il passare del tempo hanno sviluppato un buon adattamento anche ai climi più temperati.
Queste sono caratterizzate, da un’ampia variabilità genetica sia tra specie diverse (interspecifica), che all’interno della stessa specie (intraspecifica) riguardante principalmente il colore dei loro frutti.
Infatti queste varietà sia di gelso bianco, nero e rosso possono essere a loro volta:

  1. A frutto bianco.
  2. A frutto nero.
  3. A frutto rosa o rosso.

E.1) Gelso bianco (Morus alba) a frutto nero

1) Pendula dippel.

2) Gamette hative.

3) Romana Loddige.

E.2) Gelso bianco (Morus alba) a frutto bianco

1) Aureifolia tsen.

2) Tut badena.

E.3) Gelso nero (Morus nigra) a frutto nero

1) Black English.

2) Chirtout.

3) Wellington mulberry.

E.4) Gelso rosso o rosa (Morus rubra) a frutto rosso

1) Hicks fancy.

2) Illinois everbearing.

3) Towsend.

F) Coltivazione
La coltivazione del gelso non presenta particolari difficoltà. Le piante che vengono poste a dimora, servono più che altro come ornamento e per la loro funzione ombreggiante oltre che per la produzione dei frutti.
Esistono anche varietà a portamento piangente abbastanza decorative. Il gelso si propaga esclusivamente per talea.
Dal punto di vista dell’adattamento ambientale il gelso da frutto si adatta in ogni tipo  di terreno da quello calcareo – siliceo a quello salino.
La resistenza al freddo varia a seconda del tipo di varietà coltivata anche se mediamente si aggira intorno a -15 -20 °C.
La raccolta del gelso bianco avviene tra la metà di maggio e gli inizi di giugno, mentre il gelso nero viene raccolto tra giugno e luglio. Essendo un prodotto molto delicato e deperibile, è necessario che il frutto una volta che è stato staccato dalla pianta, venga utilizzato in fretta a causa della sua scarsa conservabilità e resistenza a trasporti e manipolazioni.

G) Contenuto nutrizionale
I frutti sono costituiti principalmente da zuccheri (glucosio e fruttosio), da fibra solubile, proteine e caroteni.
Come tutti i frutti di bosco, anche le more di gelso sono ricche di minerali (calcio Ca, potassio e ferro Fe) e di vitamine (vitamina B1, vitamina B2 e vitamina C).
Il colore rosso scuro e nero nella varietà a frutto scuro, è dovuto essenzialmente alla presenza di antocianine idrosolubili.

H) Utilizzazione e proprietà
I frutti, oltre che essere utilizzati freschi, possono essere impiegati anche per la preparazione di marmellate, gelatine, confetture, sorbetti, dolci, grappe oppure messi sotto spirito.
L’uso dei frutti nelle macedonie fatte da piccoli frutti, ne migliora il loro sapore. Alcuni popoli delle zone dell’Himalaya utilizzano le more secche di gelso durante l’inverno per ottenere una farina da mescolare con la pasta di mandorle.
I frutti possono essere anche utilizzati come aromatizzante e colorante per gelati, in quanto conferiscono un colore blu violetto ai prodotti. In Italia Centrale e in Sicilia, i frutti sono utilizzati frequentemente per il consumo locale.
La polpa del frutto è usata in cosmesi per maschere lenitive di pelli secche, mentre il succo trova utilizzo in lozioni idratanti. In fitoterapia i frutti sono utilizzati per il loro effetto espettorante, depurativo, lassativo, rinfrescante e tonico. I frutti possono essere utilizzati anche per lenire le afte della bocca, in caso di astenia, per risolvere le stomatiti e favorire il transito intestinale.
Le varietà di gelso aventi funzioni decorative e ornamentali, sono anche quelle che producono i frutti dal sapore migliore. L’infuso delle foglie di gelso presenta proprietà antibiotiche, anche se l’utilizzo più diffuso resta ancora quello legato alla produzione della seta.

BIBLIOGRAFIA:
1) AA. VV., 1991. Frutticoltura speciale. Reda, Roma.

2) Bellini E., Giordani E., Bignami C., 1999. Il germoplasma toscano delle specie legnose da frutto: i fruttiferi minori. Atti del convegno Firenze, 19 novembre 1999, ARSIA – Regione Toscana, Firenze.

3) Fiorini U., 2005, 2° ristampa. Frutti antichi coltivabili biologicamente. Edizioni Masso delle Fate, Signa (FI).

4) http://www.amando.it, 2016. Gelso. Archivio foto.

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