Il giuggiolo

A) Origine e diffusione
Il giuggiolo noto anche con il nome di zizzolo, è una piccola pianta da frutto originaria dalla Cina meridionale e dai territori dell’Asia centrale e sporadicamente diffusa anche in altri ambienti.
E’ una specie molto popolare e coltivata fin dalle epoche più antiche nei paesi del Bacino del Mediterraneo, laddove si è diffusa e naturalizzata grazie all’opera della civiltà greca.
In Veneto ad esempio, il giuggiolo veniva un tempo piantato a boschetto secondo una tradizione che proveniva dai commerci con l’Oriente. Infatti tanti giuggioli vicino casa significava tanto commercio con l’Oriente e quindi tanta ricchezza e onore. Tuttavia però essendo una pianta che cresce lentamente nel tempo, questo significava avere anche tanta pazienza per ottenere le ricchezze.
Purtroppo ad oggi gli esemplari di questa specie, sono molto pochi e quindi si tratta di una pianta a rischio d’estinzione, per questo diviene necessario salvaguardarla e valorizzarne la sua coltivazione.
In Italia infatti, il giuggiolo molto spesso lo ritroviamo spontaneo nei boschi, oppure magari vicino a vecchi ruderi o case coloniche, specialmente in zone particolarmente protette possibilmente a ridosso dei muretti.

B) Sistematica e caratteristiche della specie
Ordine:
Rhamnales

Famiglia: Rhamnacee

La specie più importante riguardo la produzione di frutti è lo Zizyphus sativa, o Zizyphus vulgaris, o Zizyphus jujuba.
Il nome del genere Zizyphus, deriva dalla parola greca zyzyphon che significa <<muoversi a zig zag>>. Infatti i rami di questa specie hanno la caratteristica di svilupparsi intrecciandosi tra di loro, rallentando di conseguenza la crescita dell’intera pianta.
Il giuggiolo, è una bella pianta decorativa, di modeste dimensioni (4 – 6 m d’altezza), caratterizzata da un tronco ad andamento contorto, con rami irregolari e spinosi. Le piante sviluppano e vanno a frutto molto lentamente nel tempo.

C) Caratteristiche botaniche
C.1) Rami e branche
I rami sono lisci, con corteccia rossastra e presentano per ogni nodo una coppia di spine. La corteccia delle branche è rugosa e di colore rosso bruno.
Il legno del giuggiolo è di colore rosso, duro, di elevato peso specifico e si presta molto bene ai lavori di scultura.

C.2) Foglie
Le foglie sono piccole, di forma ovata, alterne, lucide, molto dure e coriacee, con stipole spinose a pagina ondulata.

C.3) Fiori
I fiori sono piccoli, di colore verdastro, portati da delle gemme a frutto in numero variabile da 2 a 9 e poste all’ascella delle foglie.
Le piante fioriscono in maniera scalare da giugno fino ad agosto.

C.4) Frutti
Il frutto chiamato giuggiola, o zizzola, è una piccola drupa simile ad un’oliva, con una buccia sottile e lucida , che a maturazione diventa marrone assumendo una consistenza simile ad un dattero. Per questo spesso le giuggiole vengono chiamate anche con il nome di datteri cinesi.
La polpa del frutto è di colore biancastro, farinosa o mucillaginosa, di sapore neutro o leggermente dolce – acidulo. Presenta un nocciolo aderente alla polpa molto duro e appuntito.
Anche la maturazione dei frutti è molto scalare nel tempo e può protrarsi tra i mesi di settembre e ottobre.

D) Germoplasma e varietà locali
La pianta è caratterizzata da un’ampia variabilità genetica e le varietà sono classificate in base alla forma dei frutti. Per cui avremo varietà a:

  • Frutto tondo (maliformi).
  • Frutto oblungo (piriformi).

Entrambe, sono dotate di buone caratteristiche organolettiche e di una buona produttività.
Tra le varietà coltivate che possiamo ritrovare nel territorio nazionale, ricordiamo le varietà:

  • Olivacea
    Con frutto simile ad un’oliva.
  • Maliforme.

Recentemente sono state selezionate varietà di giuggiolo a frutto grosso di forma rotondeggiante o ovale, ma decisamente poco saporite.
Tra queste ricordiamo la:

  1. Gigante Maliforme.
  2. Gigante Periforme.
  3. Gigante Tardivo Periforme.

E) Esigenze pedoclimatiche
Il giuggiolo richiede un clima temperato, con freddi invernali che non devono scendere al di sotto dei -10 °C e con estati lunghe e calde. A volte la pianta può subire dei danni, da gelate precoci autunnali, per cui la sua coltivazione avviene preferibilmente laddove vi sono microclimi più miti, come in prossimità dei laghi e colline ben esposte.
La pianta si adatta ad ogni tipo di terreno, anche se preferisce quelli leggeri, non umidi, neutri o subalcalini. E’ molto resistente all’aridità grazie all’enorme sviluppo delle radici.

F) Propagazione
Il giuggiolo si può propagare per:

  1. Polloni radicati.
  2. Talea semilegnosa.
  3. Innesto su semenzali della stessa specie.

Da ricordare che, la propagazione per seme per l’ottenimento per le piantine da innestare, risulta molto difficoltosa a causa della lentezza con cui germinano i semi.

G) Forme d’allevamento e potatura
La forma d’allevamento più comune per il giuggiolo, è il vaso con sesti d’impianto di 6 x 6 m, oppure la forma naturale a cespuglio che asseconda meglio il modo naturale di crescita della pianta.
La potatura deve limitarsi soltanto a dei saltuari interventi cesori in modo da eliminare i rami troppo bassi e diradare la chioma troppo folta.

H) Raccolta
I frutti possono essere consumati o al momento della raccolta (allora avranno il tipico sapore di mela), oppure avvizziti (allora avranno invece, il sapore dolce dei datteri).
Normalmente una volta raccolte, si dovrebbe aspettare un pò prima di consumare le giuggiole, in quanto a seguito dell’avvizzimento il frutto diventa più dolce e saporito.

I) Caratteristiche nutrizionali
Le giuggiole, sono frutti particolarmente energetici in quanto caratterizzati da un elevato livello di carboidrati solubili rispetto ad altri frutti freschi. Infatti se il frutto viene lasciato sulla pianta fino alla completa maturazione, la polpa perde consistenza fino a divenire molle tipo miele, e in questo modo la giuggiola perde il suo sapore acido per divenire prevalentemente zuccherina.
Il sapore acido del frutto, particolarmente percepibile quando non è completamente maturo, è dovuto essenzialmente alla presenza dell’acido malico.
I frutti inoltre sono particolarmente ricchi di minerali (calcio Ca, potassio K, sodio Na e manganese Mn) e di vitamine come la vitamina C. Infatti per l’elevato livello di tale vitamina, le giuggiole hanno un valore nutrizionale simile agli agrumi.

L) Utilizzazione e proprietà
Il frutto può essere consumato fresco, oppure per la preparazione di marmellate, sciroppi, confetture, gelatine, canditi, dolci, bevande alcoliche e liquorose (brodo di giuggiole), oppure conservato in salamoia, in alcol e aceto.
Il brodo di giuggiole era il tipico liquore molto diffuso come alimento povero di un tempo nelle famiglie contadine. Per prepararlo si prendevano delle giuggiole secche, si mettevano a bollire dentro un sacchetto di stoffa passandole lentamente in un liquido che diventava uno sciroppo dolcificante.
Durante il Rinascimento le giuggiole venivano consumate assieme alle cotogne, che con scorze di limone e uvetta davano vita una composta ricca e preziosa
Il frutto presenta potenti proprietà medicinali (lenitive e antinfiammatorie). Può essere impiegato anche come lassativo e come frutto avente una funzione protettrice del fegato.
In Cina i frutti vengono essiccati e bolliti con lo sciroppo assieme a riso e miele. Può essere utilizzato per la preparazione di decotti espettoranti, emollienti e tossifughi. I semi del frutto contengono sostanze amare aventi proprietà sedative. Nella cosmesi i frutti vengono utilizzati per la preparazione di maschere emollienti e idratanti per pelli secche Infine il frutto può essere utilizzato anche come integratore alimentare per gli animali al pascolo in alcuni periodi dell’anno. Trova impiego anche come pianta ornamentale. Riguardo alla sua funzione ornamentale, il giuggiolo veniva un tempo piantato anche a scopo di difesa delle case, perché grazie alla presenza di spine molte lunghe era in grado di difendere i suoi frutti dagli animali, oppure da ogni altro tipo di intruso.

BIBLIOGRAFIA:
1) AA. VV., 1991. Frutticoltura speciale. Reda, Roma.

2) Bellini E., Giordani E., Bignami C., 1999. Il germoplasma toscano delle specie legnose da frutto: i fruttiferi minori. Atti del convegno Firenze, 19 novembre 1999, ARSIA – Regione Toscana, Firenze.

3) Bellini E., 2002. Arboricoltura speciale. Dipartimento di ortoflorofrutticoltura. Facoltà d’Agraria. Università degli studi di Firenze.

4) Dalla Ragione I., 2010. Frutti ritrovati: 100 varietà antiche rare da scoprire. Edizioni Mondadori Arte, Milano.

5) http://www.giardinaggio.net, 2016. Giuggiolo – piante da frutto – Pianta decorativa. Archivio foto.

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