L’azzeruolo

A) Origine e diffusione
L’azzeruolo è una specie da frutto originaria dell’Asia minore, anche se ormai è da lunghissimo tempo naturalizzata nei paesi del bacino del Mediterraneo.
Si tratta di una piccola pianta da frutto diffusa prevalentemente allo stato spontaneo nei boschi, dove assume spesso il nome anche di mela di bosco.
Gli esemplari di questa specie, sono veramente pochi ed è per questo che è necessario favorirne un loro recupero al fine di evitare la loro definitiva scomparsa.

B) Sistematica e caratteristiche della specie
Ordine:
Rosales.

Famiglia: Rosacee.

Sottofamiglia: Pomoidee.

La specie da frutto più interessante è il Cratagus azarolus.

Questa pianta è sporadicamente diffusa in Italia e la sua classificazione botanica risulta alquanto difficoltosa a causa di fenomeni di ibridazione spontanea e l’accentuata variabilità a cui va incontro questa specie.
Altre specie interessanti sono il:

  1. Biancospino (Crataegus oxyacantha).
  2. Crataegus pennatafida, adatto alla trasformazione industriale.
  3. Crataegus mexicana, noto anche con il nome di manzanilla (piccola mela).
  4. Crataegus pontica che viene utilizzato nei programmi di miglioramento genetico.

L’azzeruolo è una pianta di altezza ridotta (4 – 8 m), di natura cespugliosa e arborescente a crescita molto lenta e con chioma di forma arrotondata.

C) Caratteristiche botaniche
C.1) Tronco e rami
Il tronco ha una corteccia di colore marrone scuro, mentre le branche si presentano irregolari e ricche di nodi.
I giovani rami sono pelosi, con corteccia nerastra e provvisti di spine.

C.2) Foglie
Le foglie presentano un margine intero, a volte dentato, sono di consistenza dura e leggermente pubescenti e di colore biancastro nella pagina inferiore.

C.3) Fiori
I fiori sono piccoli e bianchi, riuniti spesso in infiorescenze a corimbo, portate all’apice dei rami dell’anno in un numero di 10 – 20 fiori ciascuno.
La fioritura della pianta è molto abbondante, avviene tra la fine di maggio e gli inizi di giugno, ed è più tardiva rispetto alle altre pomacee affini.

C.4) Frutti
I frutti sono dei pomi di forma sferoidale, sferoidale – appiattita, piriforme quasi depressa, con un’ampia cavità calicina, di piccole dimensioni, con una buccia di colore rosso, giallo o biancastro a seconda delle varietà. Possono presentare anche residui del calice del fiore sotto la corona dello stesso frutto
La polpa invece è di colore crema, succosa, saporita, aromatica a volte farinosa a volte butirrosa, dal sapore gradevole sul dolce – acidulo. Il frutto presenta una ridotta conservabilità.

C.5) Semi
I semi presenti in un numero variabile da 1 a 5  hanno consistenza legnosa.

D) Germoplasma e varietà locali
Questa specie da frutto, è caratterizzata da un’ampia variabilità genetica, dovuta dalla presenza di pochissime varietà selezionate ma dotate di un’ampia rusticità. Le più interessanti sono:

1) Azzeruolo Rosso.

2) Azzeruolo Bianco d’Italia o Moscatella.

3) Azzeruolo Giallo o Giallo del Canada.

4) Invernale.

Attualmente a livello amatoriale e nei giardini possiamo ritrovare 4 tipologie diverse d’azzeruolo coltivato che sono a:

  1. Frutto piccolo e rosso.
  2. Frutto rosso – arancio di medie dimensioni.
  3. Frutto giallo a polpa farinosa di medie dimensioni.
  4. Frutto grande di colore giallo chiaro, saporito e profumato.

E) Esigenze pedoclimatiche
L’azzeruolo è una pianta di notevole rusticità, ed è per questo che si adatta in ogni tipo di clima e di terreno, ad esclusione di quelli troppo umidi e compatti.
La pianta presenta però una crescita molto lenta nel tempo, richiedendo al tempo stesso un clima mite e posizioni ben soleggiate.

F) Coltivazione
L’azzeruolo si propaga essenzialmente per innesto, usando come portinnesto principalmente il biancospino (del quale è molto affine), o più raramente il pero selvatico, il cotogno e il nespolo comune.
Non viene adottato alcun sistema di potatura, lasciando assumere alla pianta il suo portamento naturale di forma piramidale. A volte tuttavia risulta opportuno ricorrere a qualche taglio di ritorno, per evitare che la chioma sfugga eccessivamente, vista la tendenza della specie a produrre molti rami di prolungamento.
Il frutto matura tra le fine di agosto e gli inizi di settembre. La raccolta è prevalentemente manuale, ma la maturazione verrà completata in fruttaio per favorire l’ammezzimento del frutto in modo da trasformare i tannini astringenti in zuccheri dolci.
Le azzeruole tuttavia hanno una breve conservabilità e non sopportano i trasporti quando sono mature, per questo è necessario consumarle subito dopo l’ammezzimento.

G) Caratteristiche nutrizionali
I frutti sono molto ricchi di glucosio e fruttosio, e anche di acidi organici quali l’acido malico e l’acido citrico.
Discreto risulta il contenuto di fibra, minerali (fosforo P e ferro Fe) e vitamine (vitamina A e vitamina C).
Anche questi frutti, come nel caso delle nespole, presentano un elevato contenuto di tannini astringenti, ed è per questo motivo che vanno consumati quando sono ammezziti, ossia quando i tannini si sono trasformati in zuccheri dal sapore dolce.

H) Utilizzazione e proprietà
Le azzeruole, possono essere trasformate in confetture, marmellate e gelatine, o utilizzate insalate per macedonie di frutta. Infine si possono utilizzare anche in pasticceria, oppure conservate sotto spirito o grappa.
Le azzeruole consumate fresche sono dissetanti, rinfrescanti, diuretiche e ipotensive.
Nella cosmesi i frutti rivitalizzano le pelli sciupate.
Nella medicina tradizionale, l’azzeruolo viene utilizzato come droga, attraverso l’estrazione dei principi attivi dai germogli fioriti ed essiccati della pianta. La specie infine, viene utilizzata anche a scopo ornamentale.

BIBLIOGRAFIA:
1) AA.VV., 1991. Frutticoltura speciale. Reda, Roma.

2) Bellini E., Giordani E., Bignami C., 1999. Il germoplasma toscano delle specie legnose da frutto: i fruttiferi minori. Atti del convegno Firenze, 19 novembre 1999, ARSIA – Regione Toscana, Firenze.

3) Bellini E., 2002. Arboricoltura speciale. Dipartimento di ortoflorofrutticoltura. Facoltà d’Agraria. Università degli studi di Firenze.

4) http://www.naturamediterraneo.com, 2016. Crataegus azarolus/Azzeruolo – Forma del frutto. Archivio foto.

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