La carota

A) Origine e diffusione
La carota è un ortaggio da radice considerato d’importanza primaria. La specie sembra essere originaria del Medio Oriente e in particolar modo dell’Afghanistan. Solo successivamente nel Medioevo è stata diffusa in tutti i paesi del Bacino del Mediterraneo.
Le prime carote che arrivarono nei paesi occidentali attorno al 1200, avevano un colore nettamente diverso da quello attuale che è arancione. Le forme ancestrali di carota erano infatti di colore viola e venivano impiegato soltanto per scopi medicinali.
Dopo una diffusa selezione si giunse alle carote di colore giallo, fino a quando un giardiniere olandese ottenne una mutazione che diete alla carota il famoso colore arancio che è quello più diffuso oggi.
La carota è coltivata in tutto il Mondo, soprattutto in Europa e in Asia. I paesi in cui la coltura è maggiormente diffusa sono la Russia, la Cina, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. In Italia le regioni maggiormente interessate alla coltura sono la Sicilia, l’Abruzzo, il Veneto, la Puglia, la Lombardia e il Lazio.

B) Sistematica e caratteristiche della specie
Ordine:
Cornales.

Famiglia: Umbrellifere o Apiacee.

Le specie di carota fino ad ora conosciute sono il:

  • Daucus carota
    Che è la specie coltivata e più diffusa.
  • Daucus gingidium
    Che è la specie selvatica, diffusa come pianta spontanea nei campi abbandonati.

Le attuali varietà coltivate sono strettamente imparentate con la specie selvatica, che comunemente si trova spontanea nei nostri ambienti.
I colori bianco o arancione della radice e tipici delle forme coltivate, sembrano dovuti ad una mutazione naturale della forma primigenia che si presentava gialla.
A sua volta la specie Daucus Carota è suddivisibile in varie sottospecie che sono:

  1. Daucus Carota sottospecie sativus.
  2. Daucus Carota sottospecie maritimus.
  3. Daucus Carota sottospecie carota.
  4. Daucus Carota sottospecie mayor.
  5. Daucus Carota sottospecie maximus.

In questa sede limiteremo la descrizione alla sottospecie coltivata più importante che è il Daucus Carota sottospecie sativus.

C) Caratteristiche botaniche
C.1) Radici
La radice si presenta a fittone, è carnosa, di colore arancio oppure bianco – giallastro con una forma variabile da sferica a cilindrica a conica più o meno allungata a seconda della varietà.
La parte superiore della radice (colletto) può essere piana, concava o convessa, può emergere o meno dal terreno e presentare la stessa colorazione della radice oppure rimanere verdastra.
Nella radice si distingue una parte interna chiamata cuore e una parte esterna o corteccia di colore e spessore diverso a seconda della varietà. L’estremità della radice può terminare o con un robusto fittone o con una radichetta. Le radici secondarie possono anche loro emergere fuori dal terreno in un numero più o meno variabile e lasciare delle cicatrici più o meno evidenti.

C.2) Foglie
La carota essendo una specie erbacea biennale, al primo anno di crescita forma una rosetta di 10 – 15 foglie con un lungo picciolo e un lembo diviso di colore verde, talvolta con sfumature rossastre più o meno diffuse.

C.3) Fiori
Al secondo anno di crescita a partire dal centro della rosetta fogliare, emerge uno stelo fiorale striato e peloso con molte ramificazioni terminanti in un’infiorescenza ad ombrella composta.
All’ombrella principale possono affiancarsi più ombrelle secondarie, contenenti fino a 1000 fiori ciascuna. Generalmente da una singola pianta si sviluppano più fusti che portano le infiorescenze.
I fiori sono bianchi e perfetti anche, se alcune volte si possono trovare fiori unicamente maschili, specialmente nelle ombrelle che si sviluppano dopo la prima. La fioritura avviene scalarmente dalla periferia verso il centro con una disposizione a spirale.
L’impollinazione è entomofila e i fiori vengono visitati da un vasto numero di specie d’insetti attratti dal nettare dei fiori. E’ possibile sia un’impollinazione incrociata tra piante diverse, che un’autoimpollinazione tra fiori interni ed esterni della stessa ombrella.

C.4) Frutti
Il frutto è un achenio che viene separato dal seme durante la fase di lavorazione. Gli acheni sono di forma oblunga e di colore marrone.

D) Germoplasma e varietà locali
Attualmente il germoplasma della carota, è costituito principalmente da una serie di varietà spontanee molto imparentate con le forme coltivate alcune delle quali come abbiamo già detto, derivanti da forme ancestrali caratterizzate da fittoni di colore giallo, bianco, viola, rosso e anche nero.
Inoltre a causa anche della caratteristica di questa specie di presentare un’impollinazione prevalentemente incrociata soprattutto con le specie selvatiche, risulta molto difficoltosa la ricerca e il mantenimento di varietà locali le quali molto spesso essendo sottoposte a fenomeni d’ibridazione, hanno subito la perdita nel tempo dei loro caratteri originari.
Per questo in Italia sono molto poche le varietà locali di carota che sono state ritrovate.
In Toscana per esempio, non esiste una grande tradizione circa la coltivazione delle carota, fatta accezione per una varietà locale ancora coltivata e diffusa in provincia di Lucca in particolar modo nella pianura versiliese tra Viareggio e Camaiore dove è diffusa la Carota Pastinocello.
Alla coltivazione di questa varietà antica sono legate antiche tradizioni, come i pranzi e le cene a base proprio di Pastinocello che venivano organizzati per festeggiare i raccolti. Le leggende locali affermano anche che il nome Pastinocello venisse dato alle persone umili e buone di cuore.
Di questa varietà caratterizzata dalla radice di colore giallo intenso, oltre al fittone dall’aroma di nocciola, si consumano anche le foglie fresche e bollite.
Altre varietà locali presenti in Italia sono:

1) Carota di Polignano.

2) Carota di Viterbo.

Anche queste varietà, presentano colorazioni diverse tra loro e varie utilizzazioni gastronomiche.

E) Esigenze pedoclimatiche
La carota originaria dei climi temperati, è considerata una specie a medie esigenze termiche, anche se dopo l’ingrossamento la radice è in grado di superare i rigori invernali con temperature minime di – 3 °C.
Tuttavia sia per la germinazione che per lo sviluppo della pianta sono richieste temperature superiori comprese tra i 10 e i 35 °C.
I terreni più adatti alla coltivazione della carota sono quelli di origine alluvionale ossia profondi, freschi e con buon drenaggio, ben provvisti di calcio Ca e di sostanza organica, tendenti al sabbioso per facilitare la crescita regolare delle radici e la successiva raccolta del prodotto.
La carota richiede un pH compreso tra 6 e 7 e tollera abbastanza bene livelli medi di salinità del terreno.

F) Avvicendamento e rotazione colturale
La carota è considerata una coltura da rinnovo quando è impiantata in primavera, ma può essere coltivata anche in secondo raccolto dopo il pisello o il pomodoro con semina estiva.

G) Preparazione del terreno
La preparazione del terreno deve essere accurata e prevede un’aratura a media profondità, con l’interramento di letame o altri concimi organici e la successiva sistemazione del terreno ad aiuole larghe circa 1 m, in modo da impedire ristagni d’umidità in inverno.

H) Concimazione
La concimazione della carota prevede la distribuzione di concimi organici e di quelli a base di fosforo e potassio al momento dell’impianto, seguita da una successiva distribuzione di azoto in fase di coltivazione.
L’azoto N, è l’elemento che condiziona maggiormente la produzione della carota non solo dal punto di vista quantitativo, ma anche qualitativo perché favorisce il cambiamento di colore del fittone. La carenza di azoto si manifesta con ingiallimenti o colorazione chiara delle foglie, la carenza di fosforo P si manifesta con vegetazione stentata e colorazione violacea delle foglie, infine la carenza di potassio si manifesta con accorciamento ed imbrunimento delle foglie.

I) Semina
La semina viene eseguita a spaglio utilizzando circa 4 – 6 kg di seme, in modo che con il successivo diradamento si possano lasciare 200 – 250 piante a m².
L’epoca di semina è diversa a seconda della varietà presa in considerazione. Per la produzione primaverile la semina si effettua in autunno, per la produzione estiva la semina si effettua in aprile – maggio, infine per la produzione invernale la semina si effettua in agosto – settembre.

L) Cure colturali
Le cure colturali più importanti da eseguire nella prima fase di crescita sono

  1. Irrigazione
    Necessaria per sostenere la crescita delle piantine.
  2. Sarchiatura
    Per eliminare le erbe infestanti.

In merito all’irrigazione ricordiamo che, la carota richiede condizioni di umidità del terreno costanti. Infatti le carenze d’acqua causano strozzature e deformazioni delle radici, mentre gli eccessi d’acqua causano spaccature e marcescenze.

M) Produzione del seme
Per la produzione del seme, vista la tendenza delle varietà di carota ad ibridarsi tra loro, è necessario separarle di almeno 1 km le une dalle altre.
Occorre inoltre porre attenzione alla presenza di carote selvatiche che trasmettono caratteri negativi alle forme coltivate come:

  1. Prefioritura.
  2. Colore biancastro della radice.
  3. Legnosità.

Se le diverse varietà vengono posto sotto degli isolatori, occorre garantire al loro interno la presenza di insetti come le mosche, che normalmente vanno reintrodotte ogni 4 – 5 giorni per sostituire quelle morte nel frattempo.
Generalmente per la produzione familiare del seme, o per la conservazione del germoplasma si utilizza il sistema seme – radice – seme.
Dopo aver eseguito la semina nel periodo luglio – agosto, nella primavera successiva si procede alla selezione delle radici che presentano le migliori caratteristiche varietali e si trapiantano ad una distanza di 20 x 40 cm.
La raccolta dei semi avviene nel periodo compreso tra maggio e giugno dovrebbe essere effettuata scalarmente, iniziando quando le ombrelle di primo ordine sono mature.
I semi mantengono un’alta percentuale germinativa per 3 anni.

N) Raccolta
Dal punto di vista produttivo, la raccolta della carota dovrebbe essere effettuata prima del completo sviluppo della radice, per evitare che questa indurisca troppo con lignificazioni nella parte centrale, evitando eventuali spaccature della corteccia esterna ed inverdimenti. La raccolta si esegue estirpando la radice dal terreno, la quale poi verrà liberata delle foglie, separata dalla terra e messa in cassoni.
Le radici dopo la raccolta vengono portate in magazzino, dove sono lavate e confezionate. Le carote si possono conservare in frigo a 0 °C con 90 – 95% di umidità per 4 – 6 mesi.

O) Caratteristiche nutrizionali
La carota è ricchissima di acqua e di carboidrati solubili (saccarosio e fruttosio),
risulta invece molto povera di lipidi.
Le radici presentano un alto contenuto di proteine, fibre solubili e insolubili (cellulosa, emicellulosa e pectine), minerali (potassio K, magnesio Mg, fosforo P, calcio Ca, ferro Fe, selenio Se, rame Cu e zinco Zn) e soprattutto vitamine (vitamina A, vitamina E, vitamina D, vitamina K, vitamina B1, vitamina B2, vitamina B3, vitamina B5, vitamina B6, vitamina B12, vitamina C e acido folico).
La carota inoltre è ricca di flavonoidi aventi un forte potere antiossidante e lecitina. Elevato è soprattutto il contenuto di caroteni, i quali oltre ad impartire la tipica colorazione arancio alla radice, svolgono la funzione di favorire la sintesi della vitamina A o retinolo, principio nutrizionale importante per la prevenzione e la cura delle malattie degli occhi. Nella carota poi possiamo ritrovare anche degli oli essenziali aventi caratteristiche aromatiche piacevoli e rilassanti.

P) Utilizzazione e proprietà
La carota si può consumare cruda o cotta da sola, oppure ad insalata assieme ad altri ortaggi. Si può impiegare per preparare soffritti (come il classico soffritto all’italiana con carote, cipolla e sedano) e si può mangiare sempre cruda, tagliata a bastoncino o a rondello.
La carota in cucina si può utilizzare per preparare vari piatti tra cui la zuppa di carote e broccoli, seppie dolci con carote, fusilli con salsa orange, torta integrale di carote al cocco, involtini di radicchio con finocchi, trippa con carote e cipolle, insalata di lenticchie arance e carote, crema di carote e orzo, zuppa di carote al cocco, carote alla senape, zuppa di carote allo zenzero, insalata di carote agli agrumi e fusilli con carote al profumo di gamberi.
L’industria conserviera utilizza le carota per la produzione di sottoli e sottaceti, disidratati, surgelati e appertizzati.
Dal fiore centrale della carota, si estrae una sostanza color porpora molto ricercata dai miniaturisti.
La carota è inoltre molto apprezzata anche dagli animali, soprattutto dai cavalli.
La carota possiede poi delle innumerevoli proprietà fitoterapeutiche e medicinali, conosciute anche da millenni. La carota è un’importantissima fonte di caroteni o provitamina A, da cui ne derivano delle potenti attività antiossidanti.
Previene l’insorgenza del cancro e delle infezioni, inoltre protegge le arterie e aumenta la funzionalità del sistema immunitario. Le radici poi sono anche indicate per combattere le affezioni polmonari e gastrointestinali, per curare le malattie epatiche e le dermatosi.
La carota è indicata per problemi agli occhi come la cataratta e la degenerazione maculare. Inoltre previene l’invecchiamento dei tessuti dell’occhio e favorisce la visione crepuscolare.
La carota cotta svolge una funzione lenitiva nei confronti dell’apparato digerente, regolarizzando anche le funzioni intestinali riducendo sia la diarrea che la stipsi.
In cosmesi si utilizza la polpa di carota per sanare piaghe, scottature, foruncoli e screpolature della pelle.
La carota infine viene impiegata per le sue funzioni antianemiche, per la prevenzione dell’arteriosclerosi, l’ipertensione, l’astenia e l’uricemia.

BIBLIOGRAFIA:
1) Cerretelli G., Vazzana C., 1995. Un seme, un ambiente: manuale di autoriproduzione delle sementi. Regione Toscana – Giunta regionale, Dipartimento di Agricoltura e Foreste, Edizioni Regione Toscana, Firenze.

2) Paragrafo S.T., 1998. Il grande libro delle Cent’erbe. Demetra Srl. Colognola ai Colli (VR).

3) Tesi R., 1994. Principi di orticoltura e ortaggi d’Italia. Edagricole – Edizioni agricole, Bologna.

4) http://www.improntaunika.it, 2016. Olio di carota eccezionale contro l’ossidazione della pelle. Archivio foto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...