Il nespolo del Giappone

A) Origine e diffusione
Il nespolo del Giappone è una specie da frutto molto antica, originaria fin da tempi più lontani dalla Cina Orientale, da dove poi si sarebbe successivamente diffusa in Giappone, nei paesi del Bacino del Mediterraneo intorno al XVII e XIX secolo, e poi negli Stati Uniti, nell’America centrale e meridionale.
La specie è stata introdotta in Italia nel 1812, nell’orto botanico di Napoli come pianta ornamentale.
Tra i paesi del Bacino del Mediterraneo, la coltivazione del nespolo del Giappone è particolarmente diffusa in Spagna soprattutto nella regione vicino a Valencia.
In Italia la pianta è coltivata principalmente nelle regioni meridionali particolarmente in provincia di Palermo nella zona di Trabia, mentre il resto della produzione è caratterizzato da materiale molto diverso, per pezzatura, colore e caratteristiche organolettiche dei frutti. Sempre in Italia oltre ad essere coltivato in provincia di Palermo, il nespolo del Giappone lo ritroviamo anche lungo le aree litoranee della Calabria e della Liguria dove viene utilizzato anche a scopo ornamentale.
Nelle regioni centrali come la Toscana, l’Umbria, le Marche e il Lazio, gli esemplari di questa specie sono molto ridotti e molto spesso si ritrovano diffusi in alcuni giardini, o case coloniche abbandonate principalmente come piante ornamentali.

B) Sistematica e caratteristiche della specie
Ordine:
Rosales.

Famiglia: Rosacee.

Sottofamiglia: Pomoidee.

La specie più interessante riguardo la produzione di frutti è la Eriobotrya japonica.
Il nespolo del Giappone è una piccola pianta sempreverde che presenta un bell’aspetto, con un portamento molto decorativo, è di taglia medio alta, ed è capace di raggiungere anche i 6 – 7 m d’altezza.

C) Caratteristiche botaniche
C.1) Radici
La specie, presenta delle radici che nelle piante nate da seme crescono in superficie ad una profondità di 25 – 30 cm.

C.2) Chioma
La chioma è di forma arrotondata – ovoidale, con tronco diritto e rugoso e una corteccia di colore grigiastro che si stacca anno dopo anno.

C.3) Foglie
Le foglie sono grandi o molto grandi, di forma lanceolata o ellittica, seghettate, dure, con picciolo corto, sempreverdi, con nervatura centrale molto evidente, di colore verde intenso nella pagina superiore e grigiastra con peli nella pagina inferiore.

C.4) Fiori
I fiori sono raggruppati in grappoli o pannocchie all’apice del germoglio centrale o a volte sui germogli laterali.
Sono piccoli, di colore bianco, giallastro o rosa, profumati e molto ricercati dalle api. Possono essere di forma cilindrica o conica, posizionati verso l’alto, oppure orizzontali o verso il basso.
Generalmente per ogni pannocchia vi sono 60 – 70 fiori circa. I fiori sono ermafroditi e autocompatibili, anche se alcune varietà hanno bisogno dell’impollinazione incrociata.

C.5) Frutto
Il frutto è un pomo può essere di forma sferica, ovoidale, ellittica o piriforme. La buccia è di colore giallo o arancione, mentre la polpa è bianco – crema, a volte anche rosata, di ottimo sapore, dolce o leggermente acidula.

C.6) Seme
All’interno vi sono i semi, i quali occupano la maggior parte dello spazio riservato al frutto. I semi sono grossi in numero di 3 – 4 per frutto, che a volte rappresentano circa il 30% in peso del seme.

D) Fisiologia del nespolo del Giappone
Il ciclo di produzione annuale dei frutti nel nespolo del Giappone avviene in tre stagioni:

  1. Primavera.
  2. Estate.
  3. Autunno.

La differenziazione a fiore delle gemme avviene in luglio – agosto, mentre la loro formazione va da settembre ad ottobre. La pianta fiorisce tra novembre e febbraio in dipendenza della varietà e dell’ambiente pedoclimatico. La raccolta dei frutti va da marzo fino a giugno.

E) Germoplasma e varietà locali
Il nespolo del Giappone è una specie da frutto caratterizzata da un’ampia variabilità genetica, perché non a subito quel processo di selezione spinta a cui sono stati invece soggetti gli altri fruttiferi più importanti.
Di conseguenza grazie anche alla propagazione da seme, si sono originate una serie di varietà diverse tra di loro, ma sempre riconducibili a due tipologie che sono:

  • Tipo cinese

Comprende varietà a frutto grosso, a forma di pera e a polpa gialla.

  • Tipo giapponese

Comprende varietà a frutto piccolo, a forma rotonda e a polpa giallo-pallido.

Per cui in merito alle considerazioni fatte sopra, anche le varietà che possiamo ritrovare coltivate e diffuse in Italia, sono quelle tipiche delle regioni meridionali d’Italia, in quanto adattate anche al clima e ai terreni delle zone più fresche.
Tra le più importanti ricordiamo:

1) Nespola di Ferdinando.

2) Precoce di Palermo.

3) Argelino.

4) Grosso Lungo.

5) Grosso Tondo.

6) Nespola di Francesco.

7) Nespolone di Trabia.

8) Marchetto.

F) Propagazione
Il nespolo del Giappone lo si può propagare per via sessuata attraverso l’uso del seme, oppure per via vegetativa attraverso l’impiego dell’innesto.
Il sistema di propagazione per seme è quello che ha permesso anche l’originarsi di una serie di varietà tutte diverse tra di loro.
Per quanto riguarda l’innesto i portinnesti più impiegati sono il franco da seme oppure il cotogno. Il franco da seme è quello più utilizzato,  perché riesce a dare delle piante più vigorose e di notevoli dimensioni, capaci di resistere all’aridità e alla reazione alcalina del suolo. Inoltre il nespolo del Giappone è una delle poche specie da frutto in cui è possibile innestare una pianta sempreverde su un’altra caducifoglia (come il cotogno).

F.1) Portinnesti
Portinnesto franco
Il portinnesto franco da seme di nespolo, è attualmente quello più utilizzato per la propagazione della pianta ed è ottenuto dai noccioli di diverse varietà.
Produce piante molto vigorose, di notevole dimensione e che entrano in produzione molto lentamente nel tempo. Richiede terreni leggeri e sciolti, ben drenati conferendo alle piante un elevata resistenza al calcare attivo.

Portinnesti clonali
Tra i portinnesti di cotogno più utilizzati per la propagazione del nespolo del Giappone ricordiamo:

  • MA.
  • BA 29.

Sono portinnesti entrambi sensibili al calcare attivo nel terreno e debbono essere usati con cautela partendo da materiale selezionato ed esente da virus. Questi portinnesti tuttavia aumentano l’efficienza produttiva delle varietà, riducendone al tempo stesso la loro vigoria.

G) Esigenze pedoclimatiche
La pianta del nespolo del Giappone, richiede climi temperato – caldi, caratterizzati da estati nuvolose e molto piovose, ma da inverni caldi, assolati, asciutti e freschi.
La specie resiste bene anche con temperature di qualche grado sotto lo zero, ma comincia ad essere danneggiata seriamente quando la temperatura scende al di sotto dei -4 °C, -5 °C per parecchie ore.
Siccome la fioritura e a formazione dei frutti avviene durante l’inverno, la specie richiede bassa umidità e un clima temperato. La coltivazione in ambienti più freddi anche se possibile, comporterebbe un danno alla produzione dei frutti.
I terreni migliori per la coltivazione del nespolo del Giappone, sono quelli leggeri, freschi e ben drenati. Non tollera i terreni soggetti al ristagno idrico e quelli con elevata salinità.

H) Coltivazione della specie
La forma d’allevamento più consigliata per questa specie è il globo impalcato basso, in modo da facilitare la raccolta dei frutti. Le distanze d’impianto sono di 5 x 5 m o di 6 x 6 m nel caso d’uso del portinnesto franco.
Per quanto riguarda gli interventi di potatura, la pianta richiede soltanto delle operazioni di rinnovo dei rami a frutto, che consiste nell’asportare quelli che hanno già prodotto. L’operazione si esegue principalmente nel periodo estivo intorno il mese di luglio.
La pianta richiede modesti apporti nutrizionali che consistono nell’apportare concimi organici o concimi a base di fosforo e potassio a fine inverno e concimi a base di azoto alla fine dell’estate prima della fioritura.
In generale tenendo conto delle situazioni climatiche dove vive e produce la specie, in genere non sono necessari apporti d’acqua prima della raccolta dei frutti.
Tuttavia l’irrigazione diviene fondamentale dopo la raccolta per favorire la differenziazione a fiore delle gemme e la fioritura. Il fabbisogno idrico varia in funzione del tipo di coltivazione e del portinnesto impiegato. Tra i metodi più diffusi per l’apporto di acqua vi sono quelli localizzati a goccia. Nella distribuzione dell’acqua è necessario stare attenti alla concentrazione del cloro Cl, il quale può risultare fitotossico per la pianta se supera certi limiti.

I) Raccolta
Il momento migliore per eseguire la raccolta dei frutti, è quando il frutto assume la colorazione tipica della specie (giallo, giallo – oro e giallo – arancione), la quale cambia a seconda della varietà e degli ambienti, dalla fine di aprile ai primi di giugno.
La raccolta è prevalentemente manuale e siccome il frutto è molto delicato, si consiglia di condizionarlo in campo in imballaggi adeguati in cui i frutti vengono sistemati, oppure effettuare la raccolta in cesti imbottiti.
Dopo la raccolta, i frutti si portano in magazzino per procedere alla loro selezione.

L) Contenuto nutrizionale
La polpa delle nespole giapponesi, presenta delle caratteristiche agrodolci, profumate e rinfrescanti.
Tuttavia il frutto è caratterizzato un elevato valore calorico dovuto sia al contenuto di carboidrati solubili (glucosio e fruttosio) che al contenuto di amido.
Tra gli acidi organici i più abbondanti sono l’acido citrico e l’acido malico. I frutti presentano un buon contenuto di fibre e pectine.
Inoltre sono ricchi di minerali (potassio K, calcio Ca, fosforo P e ferro Fe) e di vitamine (vitamina A, vitamina B1, vitamina B2, niacina o vitamina B3 e vitamina C).
I frutti quando non sono completamente maturi sono ricchi di tannini, i quali conferiscono un sapore astringente, ed è per questo che il frutto deve essere mangiato maturo quando il livello di sostanze tanniche si riduce.

M) Utilizzazione e proprietà
I frutti possono essere consumati freschi, oppure sciroppati, sotto forma di marmellate, succhi e bevande alcoliche. In Sicilia e in Spagna molto apprezzato è il miele di nespole, che risulta molto dolce e profumato.
Le foglie della pianta possono essere utilizzate per curare le malattie della pelle e per prevenire l’insorgenza del diabete. Le nespole del Giappone oltre alle loro proprietà rinfrescanti, offrono poi un aiuto concreto contro l’intestino pigro, stimolando il transito intestinale senza fastidiosi effetti collaterali e con dolcezza.

BIBLIOGRAFIA:
1) AA.VV., 1991. Frutticoltura speciale. Reda, Roma.

2) Bellini E., 2002. Arboricoltura speciale. Dipartimento di ortoflorofrutticoltura. Facoltà d’Agraria. Università degli studi di Firenze.

3) Bellini E., Giordani E., Bignami C., 1999. Il germoplasma toscano delle specie legnose da frutto: i fruttiferi minori. Atti del convegno Firenze, 19 novembre 1999, ARSIA – Regione Toscana, Firenze.

4) http://www.pollicegreen.com, 2016. Il nespolo del Giappone. Archivio foto.

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