Potatura dell’olivo

A) Caratteristiche e organi della pianta
L’olivo è una pianta arborea da frutto sempreverde, molto longeva, il che significa che se le condizioni ambientali sono favorevoli può vivere fino oltre 100 anni.
Allo stato spontaneo, se viene lasciato sviluppare liberamente assume un portamento cespuglioso e una forma irregolare.
Gli organi dell’olivo sono distinti:

  • Vegetativi
    Radici, tronco, foglie, gemme a legno e rami a legno.
  • Riproduttivi
  • Gemme a frutto/miste, rami a frutto/misti, fiori e frutti.

Gli organi vegetativi dell’olivo, sono rappresentati dall’insieme dei tessuti deputati all’accrescimento annuale della pianta. Questo accrescimento può avvenire sia per divisione (cioè per aumento del numero delle cellule), che per distensione (cioè per aumento della dimensione delle cellule).
A sua volta l’accrescimento per distensione può avvenire o per lunghezza (radici e gemme a legno e rami a legno) o per larghezza (rami a legno e tronco).
Gli organi riproduttivi invece sono quelli deputati alla produzione dei frutti e quindi alla riproduzione delle piante nel loro ciclo annuale.
Essi sono:

  1. Gemme a frutto.
  2. Rami a frutto.
  3. Fiori.
  4. Frutti (drupe).

B) Caratteristiche botaniche dell’olivo
B.1) Tronco
Il tronco dell’olivo chiamato anche ciocco, si presenta duro, compatto, di colore marrone scuro sul grigiastro nelle piante giovani e grigio scuro nelle piante vecchie.
In quest’ultime può essere frequentemente attaccato da parassiti fungini (carie), la quale pur non compromettendone la vitalità ne pregiudica però la stabilità della pianta.
A differenza delle altre specie da frutto (es. melo, pesco ecc.), il tronco dell’olivo è costituito da elementi indipendenti tra di loro chiamate corde, che collegano la radice alle branche in modo da formare una struttura scanalata. In questo modo grazie a tali elementi, anche se alcuni di essi non sopravvivono la loro morte non pregiudica la vita degli altri.
Lungo il tronco dell’olivo, si trovano anche i cosiddetti sferoblasti, un insieme di cellule e tessuti ad alto potenziale rigenerativo, che possono essere sfruttati per ricostituire la pianta quando viene danneggiata a seguito di eventi avversi (danni da freddo, da parassiti o potature drastiche).

B.2) Radici
Le radici nell’olivo sono molto sviluppate, estese ma superficiali essendo uniformemente distribuite nel terreno che gli permette di mantenere un bilanciamento con la parte aerea.
Nell’olivo inoltre, l’apparato radicale si estende ben oltre la proiezione della chioma, tenendo conto però che il 70% delle radici è concentrato nei primi 50 cm di terreno.
Analogamente agli sferoblasti, a livello del colletto (pedale) si formano gli ovuli sono delle masse di tessuto che si formano nella zona tra le radici e il tronco, quali contenendo sia radici che germogli possono essere impiegati per ricostituire la pianta se posti in condizioni idonee.

B.3) Gemme
Le gemme sono dei piccoli nuclei di accrescimento di forma sub – conica o sferica, che si formano lungo i rami delle piante.
In base alla loro posizione sui rami o sul tronco esse possono essere:

  • Apicali
    Sono quelle che si trovano all’apice di ogni ramo e che di solito continuano l’accrescimento.
  • Ascellari o laterali
    Sono quelle che si formano all’ascella delle foglie.

In base invece al tipo di organo che possono originare le gemme possono essere:

  1. A legno
    Se danno origine solo ad organi vegetativi come germogli e foglie.
  2. A fiore o a frutto
    Se danno origine ad organi riproduttivi come fiori e frutti.
  3. Miste
    Se danno origine sia ad organi vegetativi che riproduttivi.

Le gemme a legno, a fiore e miste nell’olivo sono sempre nude, spesso dislocate all’ascella delle foglie e presenti sullo stesso ramo. La gemma apicale invece è quasi sempre a legno, mentre quelle laterali sono a fiore.
In base al momento in cui può avvenire il loro germogliamento le gemme dell’olivo si distinguono in:

  1. Pronte.
  2. Ibernanti.
  3. Avventizie.

Le gemme pronte, sono quelle che si schiudono e si formano lo stesso anno della loro formazione sulla pianta in accrescimento, dando origine a dei rametti di solito chiamati rami anticipati. Di solito danno origine a rami a legno molto vigorosi come i polloni e i succhioni.
Le gemme ibernanti sono quelle che si formano e si schiudono la primavera successiva alla loro formazione, dopo aver attraversato il periodo autunno – invernale e aver subito un processo di differenziazione in senso vegetativo (con produzione di germogli e foglie) o in senso riproduttivo (con produzione di fiori e frutti).
Le gemme avventizie sono gemme che possono rimanere in uno stato di riposo per anni e possono svilupparsi sempre ex – novo e in maniera casuale a livello dei tessuti della corteccia del tronco quando la pianta viene sottoposta a condizioni particolari.
A differenza di altre specie arboree da frutto (es. pero, ciliegio, vite ecc.) dove la differenziazione delle gemme (a legno, a fiore o miste) avviene l’anno prima della loro schiusura, nell’olivo le gemme invece si differenziano lo stesso anno della loro schiusura cioè alla fine dell’inverno (fine febbraio – inizi di marzo).

B.4) Rami
I rami nell’olivo sono elementi legnosi di 1 o più anni, flessibili e possono avere vari tipi di portamento:

  1. Assurgente.
  2. Pendulo.
  3. Semi –  pendulo.
  4. Aperto.
  5. Orizzontale.
  6. Ricadente.

In base al tipo di gemme che portano lungo il loro asse e alla loro disposizione, i rami possono essere:

  1. Rami a legno.
  2. Succhioni.
  3. Polloni.
  4. Rami a frutto.
  5. Rami misti.
  6. Rami di prolungamento.
  7. Rami obliqui.

I rami a legno dell’olivo (maschioncelli), sono inseriti nella parte dorsale delle branche a frutto. Hanno un portamento semi ricadente o assurgente e sono destinati a dare origine a rami a frutto o misti, oltre che generare nuove foglie e nuovi rami.
I polloni e i succhioni, sono dei rami a legno molto vigorosi a portamento assurgente, che si formano a partire dalle radici (polloni), oppure a partire dal tronco o dalle branche (succhioni).
Di solito vengono eliminati con gli interventi di potatura a meno che la pianta non debba essere ricostituita, dopo l’asportazione degli organi legnosi principali.
I polloni e i succhioni tendono inoltre ad avere, per un certo tempo, un aspetto giovanile, per cui la loro attività è prettamente vegetativa e non contribuisce alla produzione.
I rami a frutto nell’olivo (vermene), sono generalmente laterali o di prolungamento di quelli a legno di 1 anno, sono poco vigorosi, hanno un portamento più o meno pendulo e sono altamente fioriferi, perché il 50 – 70% delle gemme in essi contenute evolvono in infiorescenze.
I rami misti si originano invece a partire dai rami a legno posti sulla loro parte dorsale.
I rami di prolungamento e i rami obliqui, sono entrambi rami a legno la cui funzione principale è quella di assecondare lo sviluppo dei rami principali sia a legno che a frutto e sostituirsi ad essi nel caso vengano compromessi da agenti esterni.

B.5) Foglie
Le foglie dell’olivo sono piccole, semplici, intere, dure, succulente con elevato contenuto di clorofilla, di colore verde smeraldo nella pagina superiore, verde argentato in quella inferiore e con un’area molto densa e compatta.
Le foglie dell’olivo possono essere di varia forma come:

  1. Rotonda.
  2. Ampia.
  3. Lanceolata.
  4. Stretta.
  5. Allargata.

Tuttavia però le forme più comunemente diffuse presenti in una buona parte delle varietà coltivate sono:

  • Ellittica
  • Ellittico – lanceolata.
  • Lanceolata.

B.6) Fiori
Nell’olivo i fiori sono ermafroditi e raggruppati in infiorescenze dette mignole. Ogni infiorescenza è costituita da un asse centrale (rachide), su cui si inseriscono i grappoli che portano i fiori.
I fiori sono bianchi e presenti in numero variabile da 10 a 40 per infiorescenza.

B.7) Frutti
Il frutto dell’olivo è una drupa di forma ovoidale del peso di 1-2 g, per le varietà da olio e di 10-20 g per le varietà da tavola, con un contenuto variabile di olio dal 6 al 30%. Il frutto è costituito da varie parti:

a) Esocarpo o buccia (verde, violaceo o nero).

b) Mesocarpo o polpa (ricca di lipidi).

c) Endocarpo o nocciolo (duro e legnoso).

Dal punto di vista chimico, i componenti nutrizionali presenti all’interno dell’oliva hanno la seguente distribuzione:

1) Epicarpo o buccia
Acqua 60%; clorofilla e polifenoli (antociani e tannini) 20%; proteine 5%; vitamina E (tocoferolo) 1%; oleuropeina (sostanza amara e piccante) 1%.

2) Mesocarpo o polpa
Lipidi 80% (acido oleico, linoleico, linolenico, palmitico e stearico); zuccheri 10%; amminoacidi 5%.

3) Endocarpo o nocciolo
Polifenoli (tannini) 70%; lipidi 20%; amminoacidi 5%.

C) Fisiologia dell’olivo
Il ciclo vegetativo e produttivo dell’olivo, si distingue nelle seguenti fasi fenologiche:

  1. Ripresa primaverile.
  2. Formazione e rigonfiamento dei grappoli fiorali.
  3. Fioritura.
  4. Allegagione.
  5. Accrescimento del frutto e invaiatura.
  6. Maturazione.

C.1) Ripresa primaverile
In questa fase si verifica la schiusura sia delle gemme apicali, che di quelle laterali le quali allungandosi tendono a mostrare le prime foglioline in accrescimento.
Essa si completa con la formazione delle prime infiorescenze.

C.2) Formazione e rigonfiamento dei grappoli fiorali
Si verifica con la formazione dei primi bottoni fiorali sui diversi palchi a cui fa seguito il loro rigonfiamento a livello del peduncolo.

C.3) Fioritura
Nell’olivo la fase di fioritura si divide a sua volta in tre sottofasi:

  1. Inizio fioritura
    Si verifica con la differenziazione dei primi organi fiorali, con i fiori che cominciano ad essere visibili e leggermente aperti nella parte più distale dell’infiorescenza.
  2. Piena fioritura
    Si ha quando almeno il 50% dei fiori risulta schiuso e aperto.
  3. Caduta dei petali e fine fioritura
    I petali del fiore pian piano imbruniscono, si distaccano e cadono.

La fioritura inizia dalla prima decade di giugno e si protrae per circa 5-6 giorni. L’impollinazione è operata dal vento (impollinazione anemofila) e la fecondazione è incrociata. Il polline dell’olivo essendo molto piccolo e leggero può essere trasportato anche ad una distanza di 7 km.
Nell’olivo la fioritura avviene principalmente sui rami dell’anno. In estate si sviluppano i fiori i quali contemporaneamente dalla gemma apicale del ramo a frutto o dalle gemme laterali dei rami misti, si svilupperanno nuovi germogli che fruttificheranno l’anno successivo.
I fiori dell’olivo inoltre possono andare incontro a fenomeni di cascola a causa di varie cause che possono essere:

  • Genetiche
    Legate alla varietà.
  • Climatiche
    Legate all’andamento climatico avverso.
  • Nutrizionali
    Dovute alla carenza di elementi nutritivi come l’azoto N, il fosforo P e il Boro B.

In base al comportamento fiorale, le varietà di olivo possono essere:

  • Autosterili.
  • Autofertili.
  • Autoincompatibili.

La maggior parte delle varietà di olivo sono autoincompatibili. Per avere una buona impollinazione e produzione, è necessario per questo porre nell’oliveta il 10% di impollinatori di varietà diverse.

C.4) Allegagione
In questa fase si verifica il passaggio del fiore al frutto attraverso il rigonfiamento dell’ovario del fiore e la formazione del frutticino.
Avviene tra la metà di giugno e i primi di luglio.
L’allegagione del frutto è molto bassa, per cui mediamente solo l’1 – 2% di fiori porta a completa maturazione il frutto.

C.5) Accrescimento del frutto e invaiatura
Il frutto appena allegato va incontro ad una fasi di intenso accrescimento, il quale termina con l’invaiatura, ossia quel processo che comporta il cambiamento di colore della buccia dell’oliva la quale passa dal verde, al giallo paglierino fino al violaceo più o meno intenso.
L’accrescimento del frutto si svolge in varie fasi come:

  • Fase 1) Latenza

Avviene subito dopo l’allegagione, all’interno della quale le cellule del frutto rimangono quiescenti in attesa di accrescersi.

  • Fase 2) Crescita rapida

Si verifica almeno 15 giorni dopo l’allegagione durante il quale si inizia ad osservare un rapido accrescimento delle cellule per divisione.
Durante questa fase il frutto è costituito principalmente dall’endocarpo in sviluppo e termina con la fase d’indurimento del nocciolo.

  • Fase 3) Crescita lenta e indurimento del nocciolo

In questa fase in cui le cellule rallentano la loro attività, si completa lo sviluppo del nocciolo e dell’embrione che raggiungono la loro dimensione finale.

  • Fase 4) Seconda crescita rapida

Si assiste ad un rapido accrescimento delle cellule della polpa per distensione con l’inizio dell’accumulo dell’olio (lipogenesi o inolizione). La fase termina in autunno con il cambiamento di colore della buccia del frutto (invaiatura)

  • Fase 5) Maturazione

All’interno del frutto continua l’accumulo dell’olio nella polpa e la crescita delle cellule fino a divenire sempre minore per poi arrestarsi.

C.6) Maturazione
Il processo di accumulo degli oli all’interno dell’oliva viene chiamato inolizione, o lipogenesi e si verifica con la formazione di microscopiche goccioline di grasso all’interno della polpa del frutto.
E’ un processo molto lento che per alcune varietà continua fino all’inverno, mentre per altre si conclude quando i frutti sono completamente maturi.
Con l’avanzare della maturazione dei frutti, il colore verde della buccia, si riduce per diventare giallo e poi rossiccio.
Alla fine della maturazione le olive assumono una colorazione violacea ed in alcuni casi anche nera.

D) Comportamenti fisiologici dell’olivo
L’olivo inoltre presenta anche dei comportamenti fisiologici particolari tra cui:

  1. Basitonia.
  2. Giovanilità.
  3. Polimorfismo fogliare.
  4. Alternanza di produzione.

D.1) Basitonia
L’olivo è considerata pianta basitona, ossia ha la caratteristica di spostare la vegetazione e la produzione nelle parti basse. Questo suo meccanismo di compensazione si verifica quando c’è uno squilibrio tra la parte aerea e la parte radicale della pianta a seguito del mancanto germogliamento delle gemme oppure in conseguenza ad interventi drastici di potatura o danni da agenti esterni (parassiti, incendi, freddo ecc.).

D.2) Giovanilità
A differenza di altre specie da frutto dove la fase giovanile o improduttiva è corta, nell’olivo invece può risultare più lunga soprattutto quando la pianta viene propagata per seme, oppure ricostituita a partire da polloni che per un certo periodo manifestano uno sviluppo vegetativo anche per 5 o 6 anni.

D.3) Polimorfismo fogliare
L’aspetto giovanile dell’olivo si può manifestare anche attraverso lo sviluppo di foglie di forme diverse.
Le piante giovani hanno foglie più corte e rotondeggianti, mentre le piante adulte  hanno foglie più allungate e strette. Tuttavia però le differenze di forma variano anche in base alle diverse varietà e all’interno della stessa varietà il passaggio è graduale con contemporanea presenza di foglie giovani e adulte.

D.4) Alternanza di produzione
E’ causata da una competizione nutrizionale tra il contemporaneo sviluppo dei germogli e frutti.
Per cui si possono verificare:

  1. Annate di carica
    Con molti fiori e frutti e pochi germogli e rami.
  2. Annate di scarica
    Con molti germogli e rami e pochi fiori e frutti.

Questa situazione oltre che dipendere dalla varietà può essere legata a:

  • Stato idrico e nutrizionale della pianta.
  • Intensità di potatura.
  • Fattori ormonali.

E) Potatura
Nell’olivo la potatura si prefigge di ottenere le seguenti funzioni:

  1. Mantenere l’efficienza produttiva della pianta.
  2. Distribuire in modo omogeneo e corretto l’illuminazione sulle varie parti della chioma.
  3. Controllare l’alternanza di produzione.
  4. Predisporre la pianta alla raccolta dei frutti.

In base allo scopo e al momento del ciclo in cui viene eseguita, la potatura dell’olivo può essere:

  1. Potatura d’allevamento.
  2. Potatura di produzione.
  3. Potatura di ricostituzione o di riforma.
  4. Potatura di ringiovanimento.
  5. Potatura di rimonda.

E.1) Potatura di allevamento
Viene praticata nelle fasi di crescita quando la pianta è giovane e ha come scopo quello di favorire il raggiungimento della struttura scheletrica definitiva della pianta, assecondando il più naturalmente possibile l’equilibrio fisiologico e vegeto – produttivo dell’olivo.
Con la potatura d’allevamento vengono anche impostate le cosiddette forme di allevamento della pianta, che possono variare in base a fattori endogeni (specie e varietà), che esogeni (clima e caratteristiche agronomiche).
Le più importanti forme di allevamento utilizzate per l’olivo sono:

  1. Vaso policonico.
  2. Vaso cespugliato.
  3. Globo.
  4. Monocono.

Il vaso policonico, è una forma d’allevamento, costituita da un tronco alto 1 – 1,2 m, da cui si dipartono 3 o più branche principali rivestite di branche secondarie con lunghezza crescente dall’alto verso il basso. Ogni branca presenta una lunghezza di 5 m. Il sesto d’impianto è di 6×6 m.
Il vaso cespugliato, è una forma d’allevamento (adottata dopo la gelata del 1985), all’interno del quale la chioma presenta una forma tronco – conica sfasata e bassa molto adatta alla raccolta manuale.
Il vaso cespugliato si può ottenere in due modalità diverse:

  1. Utilizzando di una sola pianta impalcata a 60 – 70 cm da terra con 3 – 4 branche inclinate verso l’esterno e rivestite di branche a frutto.
  2. Utilizzando di 3 piante disposte ai vertici di un triangolo equilatero e distanti non più di 1 m ciascuna.

Il sesto d’impianto è di 6×7 m.
Il globo, è una forma d’allevamento dove la pianta presenta una forma sferica che può arrivare fino a 4 – 4,5 m di altezza. La pianta viene impalcata a 80 – 100 cm o 60 – 80 cm da terra. E’ un sistema d’allevamento utilizzato nelle zone ad alta luminosità. Il sesto d’impianto è di 6×8 m.
Il monocono, è una forma d’allevamento libera con fusto allevato fino ad un’altezza media di 2,5 – 3,5 metri. Le branche primarie sono distribuite uniformemente a elica lungo il fusto a partire da un’altezza di 1 metro dal suolo. Le branche hanno lunghezza decrescente passando da quelle inferiori a quelle superiori. La cima è particolarmente alleggerita allo scopo di non ombreggiare la chioma sottostante. Il sesto d’impianto è 5×6 o 6×6 m.

E.2) Potatura di produzione
La potatura di produzione viene eseguita sulle piante adulte e prevede il rinnovo dei rami a frutto mediante l’eliminazione e/o l’accorciamento di un certo numero di rami al fine di limitare la competizione tra loro.
Nell’olivo la potatura di produzione si esegue seguendo alcune fasi:

  • Eliminazione di polloni e succhioni (estate).
  • Alleggerimento della chioma e della cima con tagli di ritorno.
  • Diradamento dei rami di 1 anno che portano le gemme a frutto.

Nell’olivo la potatura di produzione, determina i seguenti effetti:

  1. Distribuzione più regolare della vegetazione sulla pianta.
  2. Mantenimento della forma d’allevamento predefinita.
  3. Regolare illuminazione della chioma.
  4. Formazione di nuovi rami fruttiferi.

E.3) Potatura di riforma
Viene praticata quando sorge l’esigenza di variare la forma di un albero, ritenuta non più idonea ai fini produttivi.
La ricostituzione si fa anche quando bisogna cambiare la conformazione delle piante a seguito di gelate o avversità. Comporta il taglio di grosse parti della pianta a volte alla base e la loro sostituzione con polloni vigorosi e accuratamente selezionati emessi a partire dagli ovuli radicali.

E.4) Potatura di ringiovanimento
Comporta tagli anche su branche di 1° e 2° ordine, generalmente effettuata per rinnovare porzioni compromesse o non più funzionali o per ringiovanire la pianta.

E.5) Potatura di rimonda
Viene eseguita allo scopo di eliminare rami secchi, danneggiati (da parassiti, da grandine, dal freddo ecc.) e malati. Se praticata su piante vecchie viene definita anche come potatura di risanamento o slupatura (termine derivante dal lupa o carie del legno).

E.6) Operazioni di potatura

  • Soppressione: asportazione con un taglio netto, alla base, di branche, rami e germogli.
  • Cimatura: eliminazione dei nodi terminali di un ramo (potatura verde).
  • Scacchiatura: eliminazione di germogli avventizi presenti sul tronco.
  • Raccorciamento: asportazione di una porzione più o meno lunga della parte distale di un ramo.
  • Capitozzatura: accorciamento che interessa le branche principali o il tronco della pianta.
  • Spollonatura: asportazione dei polloni.
  • Diradamento: eliminazione di rami ritenuti in soprannumero.
  • Decorticazione anulare: asportazione di un anello di corteccia per favorire la fruttificazione della parte apicale del ramo.
  • Divaricazione: non sono previsti tagli ma l’utilizzo di divaricatori per una giusta inclinazione delle branche.
  • Piegatura: non sono previsti tagli ma l’inclinazione verso il basso di un ramo per rallentare lo sviluppo vegetativo.
  • Torsione: non sono previsti tagli ma la parziale rotazione di un ramo intorno al suo asse con parziale rottura dei vasi legnosi e stimolazione a fruttificare.

E.7) Come si eseguono i tagli?
Nell’eseguire gli interventi cesori è necessario prendere in esame alcune accortezze.

  1. Nel caso di spuntatura di un ramo giovane, praticare un taglio obliquo, parallelo e vicino alla gemma che rimane.
  2. Lasciare un piccolo pezzo di legno sopra la gemma a protezione in modo che l’acqua defluisca dalla parte opposta.
  3. Nel caso di taglio di ritorno su branche eseguire un taglio vicino al ramo che rimane (0,5-1 cm di distanza), con inclinazione parallela al ramo stesso.
  4. Nel caso di potatura di riforma, applicare la pratica non in maniera drastica ma sempre graduale nel tempo.
  5. Nel caso di grosse branche, intaccare la parte inferiore per evitare scosciamenti e rotture.
  6. La parte tagliata dovrà risultare ben levigata e priva di strappi e rotture indesiderate che possano rallentare il normale processo di cicatrizzazione.
  7. Proteggere le grosse ferite con dei mastici protettivi, per evitare la diffusione di malattie del legno. (es. solfato di ferro, minio, catrame e collanti vinilici).

E.8) Turno di potatura
In base al turno, la potatura dell’olivo può essere:

  • Annuale (ogni anno).
  • Biennale (ogni 2 anni).
  • Triennale (ogni 3 anni).
  • Poliennale (per periodi più lunghi).

Negli ultimi anni, per cercare di risparmiare il più possibile sui costi di produzione, tutta l’attenzione si è concentrata su turni e intensità di potatura. Ormai la pratica del turno biennale o triennale è ampiamente consolidata nell’olivicoltura contemporanea.
Tuttavia negli impianti piccoli a bassa densità si consiglia di eseguire la potatura annualmente in modo da mantenere regolare la produzione e intervenire su elementi legnosi più ridotti.

E.9) Epoca di potatura
In base all’epoca la potatura può essere:

  • Potatura secca o invernale.
  • Potatura verde o estiva (spollonatura).

L’epoca migliore d’intervento per la potatura secca va dagli inizi di marzo fino a inizio maggio prima della fioritura.

E.10) Tempi di potatura ed elementi che influenzano la pratica
La potatura per risultare economica e conveniente, dovrebbe attestarsi su:

  • 6 – 7 minuti a pianta per la potatura leggera (eventuale contenimento dell’altezza, eliminazione rami esauriti o ramaglia vecchia).
  • 10 – 15 minuti a pianta per la potatura media (prevede anche l’eliminazione di succhioni e polloni, rami eccessivamente vigorosi, eventuale rinnovo di sottobranche).
  • 20 – 25 minuti a pianta per la potatura intensa (rinnovo delle sottobranche).

Infine gli elementi che maggiormente influenzano la potatura dell’olivo sono:

  1. Portamento (es. pendulo, espanso, assurgente).
  2. Tipo di varietà e diversa capacità d’induzione a fiore.
  3. Vigore della pianta e fruttificazione.
  4. Caratteristiche agronomiche del terreno.
  5. Clima e ambiente.
  6. Operazioni colturali (es. raccolta e trattamenti fitosanitari ecc.).

BIBLIOGRAFIA:
1) Bellini E., 2002. Arboricoltura speciale. Dipartimento di ortoflorofrutticoltura. Facoltà d’Agraria. Università degli studi di Firenze.

2) Mancuso S., 2003. Olivicoltura. Dipartimento di ortoflorofrutticoltura. Facoltà d’Agraria. Università degli studi di Firenze.

3) Ottanelli A., 2010. Potatura di piante da produzione agraria e arboricoltura: olivo. Progetto Spinnagri. Corso di aggiornamento alle operazioni di potatura. DiPsA UNIFI, sezione coltivazioni arboree.

4) http://www.agrariopescia.it, 2015. Corso di potatura dell’olivo. Archivio foto.

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