Il noce

A) Origine e diffusione
Il noce è una specie da frutto caratterizzata da un’origine molto antica, infatti piante molto simili a quella che ritroviamo coltivata oggi erano già presenti nella stessa epoca in cui è comparso l’uomo sulla terra.
Durante la civiltà greca e poi quella romana, il noce era già conosciuto come pianta coltivata come citato da autori di quel tempo quali Virgilio e Ovidio.
La zona di origine di questa specie è compresa nell’area che va dall’Iraq, all’Iran, all’India e fino al sud della Russia. Da queste zone si diffuse poi in Grecia, Nord Europa e nel 1600 nel Nord America.
A livello mondiale attualmente le più importanti aree di coltivazione del noce, sono quelle delle zone a clima temperato fino ad un’altitudine di 800 – 1000 m.s.l.m.
I principali paesi produttori sono la Cina, gli Stati Uniti, l’Iran, la Turchia, l’India e la Francia.
In Italia, il noce da frutto è ampiamente coltivato perché è capace di adattarsi ad ogni situazione ambientale e pedologica del nostro paese. Nonostante questo, la coltivazione è in costante e progressivo declino da molti anni.
La coltura è particolarmente diffusa in Campania, Lazio, Sicilia, Marche e Abruzzo.

B) Sistematica e caratteristiche della specie
Ordine:
Juglandales.

Famiglia: Juglandacee.

Le specie più interessanti sono il noce comune o nostrano (Juglans regia), utilizzato come pianta da frutto e da legno e il noce nero o americano (Juglans nigra), utilizzato come portinnesto e per la produzione del legno.
Il noce è una pianta lenta nello sviluppo e longeva, infatti può vivere fino a 100 anni raggiungendo anche 30 m di altezza.

C) Caratteristiche botaniche
C.1) Chioma
L’albero è grande, alto, ad andamento diritto e vigoroso, con chioma globosa ampia e robusta.

C.2) Radice e tronco
Presenta delle radici a fittone molto robuste ed estese. Il tronco invece è grosso, diritto, con corteccia liscia e di color cenere.

C.3) Foglia
Le foglie sono composte, alterne, formate da 5 – 9 foglioline, di forma ovale e di colore verde brillante.

C.4) Infiorescenza e fiore
La pianta è monoica ossia caratterizzata da fiori unisessuali (maschili e femminili sulla stessa pianta ma su strutture separate), che incominciano a svilupparsi ad aprile prima o assieme allo sviluppo delle foglie.
I fiori maschili sono raggruppati in infiorescenze ad amento, inserite sui rami di un anno, mentre i fiori femminili sono solitari o riuniti all’apice di 2 – 3 germogli dell’anno e inseriti su gemme miste.
L’impollinazione è anemofila operata dal vento. Si tratta di una specie proterandra, ossia i fiori maschili si aprono prima di quelli femminili.
I fiori femminili inoltre sono nudi e poco appariscenti e quindi non capaci di attirare gli insetti che invece visitano quelli maschili.

C.5) Frutto e seme
Il frutto è una drupa di forma globosa costituita da un esocarpo o buccia carnosa di colore verde e una polpa riunite entrambe nel mallo, che a maturazione si apre lasciando cadere a terra la noce vera e propria costituita da un endocarpo legnoso formato da due valve all’interno del quale si trova la parte commestibile contenente il seme o gheriglio. Il gheriglio a sua volta contiene due cotiledoni, rivestiti da un sottile pellicola e separati tra di loro attraverso due diaframmi cartilaginei.
Per questo nella noce quello che si consuma non è il frutto, ma il seme che contiene all’interno l’embrione commestibile.

D) Fisiologia e biologia fiorale del noce
Generalmente quasi tutte le varietà coltivate di noce sono autofertili, ma però a causa del fatto che i fiori maschili si aprono prima di quelli femminili, lo sfasamento della fioritura può provocare dei problemi riguardo l’impollinazione.
Per questo al momento dell’impianto si consiglia di porre nel frutteto della varietà impollinatrici a fioritura contemporanea con la varietà da impollinare in modo da assicurare una buona e costante produzione.

E) Tipologia varietale
Attualmente la varietà di noce, maggiormente coltivata in Italia è la Sorrento.
Questa varietà presenta una maturazione medio – tardiva, con frutto di forma ovale di media pezzatura e buona qualità.
In realtà la Sorrento non è proprio una varietà selezionata, ma una popolazione di individui molto simili tra di loro apprezzati sia sui mercati nazionali che esteri. Questa varietà è diffusa in Campania e nelle regioni limitrofe.
Dalla varietà Sorrento è stata selezionata una varietà di maggiore pezzatura denominata Malizia.
Le altre varietà coltivate sono tutte di origine estera e in particolare le più importanti sono:

1) Franchette
La varietà produce frutti di ottima qualità e la sua coltivazione è particolarmente indicata per le regioni settentrionali in quanto caratterizzata da un elevato fabbisogno in freddo.

2) Hartley
E’ una varietà originaria della California, coltivata in tutta Italia soprattutto perché presenta frutti di ottima qualità ad elevata resa.

3) Gustine.

4) Midland.

5) Payne.

6) Serr.

7) Tehama.

F) Germoplasma e varietà locali di noce
Per quanto riguarda la diffusione e la coltivazione di varietà locali di noce in Italia esistono differenze di coltivazione sostanziali, riguardanti:

  1. La situazione altimetrica della coltura.
    Più diffusa in collina ed in montagna.
  2. La sua ridotta presenza nelle colture specializzate.
  3. L’assoluta prevalenza della produzione in piante sparse.

Per questo appare indispensabile, cercare di reperire e salvaguardare le varietà antiche di noce (soprattutto per quanto riguarda il frutto), in aree tradizionalmente interessate dalla presenza di questa pianta in modo da evitarne la loro scomparsa.
In merito alle varietà di noce che possiamo ritrovare in Italia, c’è da affermare che non esistono delle vere e proprie varietà ben distinte e selezionate, ma l’indagine eseguita lungo tutto il territorio ha permesso di individuare una serie di ecotipi diversi tra di loro con caratteristiche biologiche e morfologiche diversificate tra di loro.
Tuttavia molti di questi ecotipi sono risultati molto adatti al clima e all’ambiente tipico dell’Italia centrale, dove il germogliamento tardivo della specie permette ad essi di sfuggire ai danni provocati dalle gelate primaverili.
La varietà sicuramente più apprezzata (come abbiamo già detto) è la Sorrento, mentre tutti gli altri ecotipi individuati ma non classificati sono stati ottenuti grazie alla propagazione per seme.
In alcune zone però dell’Italia, sono ancora diffuse alcune varietà locali di noce che nonostante la concorrenza estera riescono a resistere soprattutto sui mercati di nicchia.
Fra queste varietà ricordiamo la:

1) Feltrina
Originaria del bellunese, ma diffusa anche in Veneto, Lombardia e Abruzzo. Presenta frutti di forma ovale e di pezzatura media.

2) Bleggiana
Diffusa nel territorio attorno alla città di Trento. Produce frutti piccoli ma di buon sapore.

3) Cerreto
Diffusa in provincia di Alessandria.

4) Noce Gigante
Diffusa in provincia di Benevento.

La salvaguardia delle varietà antiche di noce prevede:

  1. Raccolta di una serie d’informazioni
    Da istituzioni pubbliche o privati cittadini a carico delle piante su cui viene concentrato l’interesse.
  2. Descrizione fenologica della pianta
    a) Epoche di germogliamento e di fioritura.
    b) Tipo di fruttificazione.
    c) Numero di fiori maschili per gemma.
    d) Epoca di maturazione del frutto.
  3. Descrizione carpologica del frutto
    a) Forma del frutto.
    b) Altezza del frutto.
    c) Larghezza e spessore della noce.
    d) Colore e tessitura dei gusci.
    e) Tipo di sutura del gheriglio.
    f) Peso del gheriglio.
  4. Descrizione merceologica del prodotto
    a) Tipo di apertura del guscio.
    b) Resistenza allo schiacciamento.
    c) Resa in sgusciato.

Grazie a queste attività di salvaguardia, è stato possibile individuare per esempio in Toscana circa 33 varietà di noce, con caratteristiche morfologiche e biologiche diverse.
Queste varietà sono attualmente conservate in un campo di raccolta – collezione, presso L’azienda di Montepaldi di San Casciano Val Di Pesa (FI) della Facoltà di Agraria dell’Università di Firenze, allo scopo di individuare le varietà migliori, in prospettiva di un loro possibile impiego commerciale. In questo campo collezione oltre alle varietà locali di noce, sono state introdotte anche alcune delle più importanti varietà italiane ed estere (americane e francesi), da utilizzare come riferimento nell’opera di catalogazione del germoplasma locale.

G) Propagazione
Il sistema di propagazione che è stato da sempre utilizzato  fin dai secoli più antichi per la riproduzione del noce, è quello stato quello per seme. Grazie ad esso con il passare del tempo si sono venuti a creare una serie di varietà locali ad oggi non facilmente individuabili, le quali hanno contribuito ad incrementare la biodiversità della specie generando piante molto diverse tra loro soprattutto in base all’ambiente di coltivazione.
Oggi la propagazione per seme, viene più altro utilizzata per la riproduzione del noce del legno.
Il noce da frutto invece, si propaga essenzialmente per innesto a spacco su semenzali di franco o selvatico di noce comune, oppure su franco o selvatico di noce nero. In alcuni casi si può ricorrere anche buoni risultati all’innesto a gemma.
Tuttavia il sistema di propagazione per innesto può trovare numerose difficoltà soprattutto per quanto riguarda l’attecchimento. Infatti per favorire l’attecchimento, si tende ad applicare un riscaldamento localizzato a livello del punto d’innesto.

G.1) Portinnesti
Franco o selvatico di noce comune (Juglans regia)
Il portinnesto franco o selvatico di noce comune, è un portinnesto rustico, resistente alla clorosi ferrica e alle malattie da virus (in particolare il virus dell’accartocciamento clorotico CRLV), induce un’entrata in produzione delle piante molto lenta intorno al 12° – 15° anno di età, ma garantisce però una longevità di oltre 100 anni.

Franco o selvatico di noce nero (Juglans nigra)
Il portinnesto franco di noce nero invece, richiede terreni più fertili, profondi e ben drenati ma è molto suscettibili ai virus (es. CRLV) che causano rotture al punto d’innesto.
E’ molto resistente ai marciumi del terreno ma può presentarsi disaffine con alcune varietà anche dopo 20 – 30 dall’innesto.

Paradox
E’ un portinnesto ibrido di 1° generazione F1, ottenuto dall’incrocio tra noce comune (Juglans regia) e (noce nero californiano) Juglans hindsii.

H) Esigenze pedoclimatiche
Dal punto di vista climatico il noce si adatta a varie situazioni ambientali, anche se teme molto sia le basse che alte temperature, le nebbie, le gelate tardive e l’elevata umidità durante la fioritura.
E’ una pianta che si adatta molto bene anche ai terreni di pianura, pur prediligendo i terreni di collina, da 600 a 800 m d’altezza, caratterizzati da terreni freschi, sciolti, fertili, non soggetti a ristagno idrico, non asfittici e con un pH compreso tra 7,5 e 8. Presenta anche una buona resistenza al calcare del terreno. Il noce inoltre ha anche delle elevate esigenze idriche annuali (da 700 a 1000 mm annui di pioggia).

I) Forme d’allevamento e potatura
La forma d’allevamento più comunemente usata per il noce, è quella naturale a vaso impalcato alto 3 – 4 m da terra, con sesti d’impianto di 8 x 12 m.
Tra gli interventi colturali più importanti, il noce richiede potature di rimonda per eliminare i rami secchi e malandati, perché non tollera altri tipi di taglio, l’eliminazione di succhioni e di rami mal inseriti.
Per cui una volta eseguita la potatura di allevamento in maniera accurata e precisa in modo da favorire un accurato sviluppo delle branche, la potatura di produzione dovrà essere molto leggera e sempre limitata.

L) Concimazione
Per quanto riguarda la concimazione, affinché la pianta possa avere una produzione regolare e costante nel tempo, sarà necessario distribuire a cadenza biennale o triennale concimi organici a base di letame o ricorrere in alternativa alla pratica del sovescio.
Oltre alla concimazione a base di fosforo e potassio per assicurare una buona produzione, sarà necessario sempre ricorrere anche a concimazioni azotate preferibilmente organiche da somministrare in maniera frazionata prima del germogliamento e dopo l’allegagione dei frutti.

M) Cure colturali e irrigazione
Tra gli interventi colturali, sono consigliate delle lavorazioni a fine autunno e altre lavorazioni complementari da eseguire una in primavera prima del germogliamento della pianta e l’altra in estete per evitare l’eccessiva perdita di acqua e favorire il controllo delle erbe spontanee e rompere la crosta superficiale.
Negli impianti specializzati (soprattutto di noce da legno), per evitare fenomeni di stanchezza del terreno, è necessario non far ritornare la specie sul suolo almeno per 3 – 4 anni a causa del rilascio da parte delle radici delle piante di fitotossine specifiche chiamate juglone e juglandone.
Pur essendo una specie molto resistente alla siccità, in annate particolarmente calde e con un’elevata carenza idrica, l’irrigazione del noce si mostra particolarmente importante per garantire una produzione equilibrata e costante.
Tra i metodi maggiormente impiegati per la distribuzione dell’acqua vi sono quelli localizzati.

N) Raccolta
Le noci maturano i loro frutti in un periodo compreso mediamente tra la metà di settembre e la fine di ottobre. La raccolta delle noci, è prevalentemente manuale e si effettua tramite bacchiatura o scuotitura, a cui segue poi la raccolta da terra.
I frutti raccolti una volta privati del mallo, vengono selezionati, lavati e conservati in ambienti asciutti e ventilati.

O) Contenuto nutrizionale
Le noci sono frutti secchi caratterizzati da un elevato contenuto lipidico (circa 60%), determinato dalla presenza in quantità elevate di acidi grassi polinsaturi, e di conseguenza risulta molto elevato il loro contenuto calorico (650 Kcal/100 g di sostanza secca).
I frutti inoltre sono molto ricchi di proteine e di fibre, sia solubili che insolubili e di tannini. Le noci, come del resto tutti i frutti secchi, sono caratterizzate da un elevato contenuto di minerali in particolare il potassio K, il fosforo P, il magnesio Mg, il calcio Ca e il ferro Fe. Tra le vitamine, quella presente in quantità maggiori è la vitamina E.

P) Utilizzazione e proprietà
Sono frutti molto energetici e nutritivi, che oltre ad essere consumati secchi, possono essere utilizzati dall’industria dolciaria e per l’estrazione dell’olio, il quale ha proprietà antiossidanti.
Le noci, oltre ad essere ipercaloriche hanno anche proprietà antitumorali, grazie alla loro abbondante presenza di acidi grassi Ω3, assieme ad un alto contenuto di antiossidanti.
Questi acidi grassi insaturi, sono inoltre dei buoni alleati per la nostra salute contribuendo ad abbassare il livello di colesterolo LDL (cattivo), innalzando invece il colesterolo HDL (buono), riducendo di conseguenza i fattori di rischio di malattie cardiovascolari. Per questo se ne consiglia un consumo giornaliero di 3 – 4 noci.
Le noci hanno poi anche proprietà digestive e diuretiche, anti arteriosclerotiche, antianemiche, drenanti, lassative, nutrienti, remineralizzanti e vermifughe.

BIBLIOGRAFIA:
1) AA.VV., 1991. Frutticoltura speciale. Reda, Roma.

2) Bellini E., Nicese F.P., Bertagnini C., 1999. Il germoplasma toscano delle specie legnose da frutto: il noce. Atti del convegno Firenze, 19 novembre 1999, ARSIA – Regione Toscana, Firenze.

3) Bellini E., 2002. Arboricoltura speciale. Dipartimento di ortoflorofrutticoltura. Facoltà d’Agraria. Università degli studi di Firenze.

4) http://www.ideegreen.it, 2016. Noci, varietà. Archivio foto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...