La Pesca della Vigna

A) Storia e diffusione
La Pesca della Vigna, è una antica varietà da frutto che fin dall’antichità è stata sempre coltivata in consociazione assieme ai filari delle viti (come dice il nome). Nelle vigne infatti oltre all’acero campestre che veniva impiegato come sostegno della pianta di vite (viti maritate), venivano utilizzate anche queste particolari varietà di pesco che da sempre richiedevano gli stessi trattamenti che venivano effettuati a carico dell’uva.
La Pesca della Vigna è una varietà di pesco molto rustica, che cresce in terreni magri e ricchi di scheletro laddove veniva coltivata anche la vite. Grazie inoltre alla loro scarsa vigoria, questa varietà non ombreggiava le comuni piante d’uva producendo frutti non sempre grandi, poco appariscenti, profumati e che maturavano nello stesso periodo della vite.
La scuola medica del passato indicava la Pesca della Vigna come “Le persiche col mosto usar si deono” ad indicare proprio la loro possibilità di essere consumate nel periodo autunnale coincidente con la produzione del mosto d’uva.
Infatti i contadini durante il periodo della vendemmia, tra la fine di settembre e gli inizi d’ottobre erano soliti consumare queste pesche, per alleviare la sete dovuta alla fatica del lavoro.
Si tratta di una varietà diffusa un pò in tutta l’Italia, soprattutto nelle regioni centro settentrionali, mentre è molto sporadica la sua presenza nelle regioni meridionali.

B) Caratteristiche della pianta e del frutto
La pianta di questa antica varietà si riproduce esclusivamente per seme, in quanto appartenente alla cosiddette varietà popolazione ossia piante diverse provenienti dallo stesso genitore. Questo significa che a differenza di altre varietà più produttive, a partire dal seme è possibile riprodurre fedelmente la pianta senza ricorrere all’impiego dell’innesto.
La pianta si adatta bene in terreni molto difficili dove può produrre frutti più piccoli ma molto più aromatici e saporiti.
La pianta essendo inoltre poco vigorosa, si presta bene ad essere coltivata in piccoli orti o giardini magari in consociazione con molte specie ortive e floricole.
La Pesca della Vigna, appartiene al gruppo delle pesche tomentose o comuni o pelose, caratterizzate da un frutto di forma rotonda, con linea di sutura molto marcata e un umbone di media grandezza.
La buccia è di colore giallo paglierino sul verdastro, con colore di fondo giallo aranciato e sovraccolore rosso leggermente rosato soprattutto nella parte esposta al sole e ricoperta da un’intesa peluria.
La polpa è di colore bianco giallastra con leggere venature di colore rosso, succosa, saporita, liquescente a maturità e semi aderente al nocciolo. Presenta anche un gusto abbastanza intenso e un sapore amarognolo, molto utile ad alleviare la sete.
Il nocciolo è molto grande rispetto al frutto il quale risulta infine spiccagnolo.
Di questa varietà tuttavia esistono alcuni varianti o ecotipi diversi, che si differenziano principalmente in base alle caratteristiche del frutto.
Esiste infatti la:

  • Pesca della Vigna Rossa
    Caratterizzata da una buccia rossa, sovraccolore aranciato e una polpa completamente rossa.
  • Pesca della Vigna Bianca
    Caratterizzata invece da una buccia di colore arancio e una polpa giallo chiara.

Infine, è una varietà molto resistente alle malattie. Risulta infatti immune dalla Bolla del Pesco (Taphrinia deformans) ed è anche resistente agli Afidi del pesco (Myzus persicae spp.), alla Tignola del Pesco (Anarsia lineatella) e alla Mosca della Frutta (Ceratitis capitata).
Come abbiamo già detto la varietà presenta una maturazione tardiva intorno al mese di settembre – ottobre periodo coincidente con la vendemmia dell’uva.

C) Utilizzazione del frutto
Questa varietà oltre ad essere consumata fresca per il consumo immediato, si può anche utilizzare per la preparazione di distillati, marmellate, può essere consumata in forma essiccata e addirittura accompagnata con un bel vino rosso dal sapore deciso e robusto.
L’essiccazione del frutto si esegue tagliando le pesche a metà e ponendole direttamente al sole, oppure nel forno.
Può essere anche conservata in salamoia, sotto spirito e successivamente cucinata secondo delle antiche ricette che utilizzavano il miele o il mosto bollito.
Infine l’intenso aroma e profumo e il sapore quasi sapido, che questa pesca è in grado di sprigionare la rendono idonea anche alla preparazione di piatti in accompagnamento a carni arrosto o bollite.

BIBLIOGRAFIA:
1) Dalla Ragione I., 2016. Archeologia Arborea: un patrimonio di tutti un patrimonio da salvare. http://www.archeologiaarborea.org/it/. Scheda Pesca Della Vigna. Database Internet.

2) Dalla Ragione I., 2010. Frutti ritrovati: 100 varietà antiche e rare da scoprire. Edizioni Mondadori Arte, Milano.

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