Il Susincocco

A) Origine, storia e diffusione
Il Susincocco, chiamato anche con i sinonimi di Biricoccolo, Albicocco del Papa, Albicocco NeroCresommela Sanguigna, Magnana Nera o Pruna Cresommela, è un’antica varietà derivante da un’ibridazione naturale tra un susino mirabolano e un albicocco.
Questa varietà conosciuta in Francia già dal 1700, è stata descritta per la prima volta con il nome di Apricot Noir da Henry Louis Duhamel du Monceau su Traité des arbres fruitieres nel 1768.
Successivamente viene descritta con il nome di Apricot Violet nel catalogo delle piante da frutto del 1775 commercializzati dal vivaio dei frati Certosini di Parigi.
In Italia si è diffusa inizialmente nella zona del bolognese e successivamente nel parmense, grazie all’imperatrice Maria Luigia d’Asburgo a partire dal 1800. Soltanto dopo, la varietà è stata coltivata in tutta la Pianura Padana, nel Trentino Alto Adige e in Toscana.
In tutto il territorio italiano attualmente, ne esistono a sua volta varietà diverse tra di loro originarie sia dalla zona del bolognese che dalla zona intorno Napoli vicino al Vesuvio, considerate zone tipiche per la produzione di albicocche.

B) Classificazione botanica e caratteristiche della pianta
Ordine:
Rosales.

Famiglia: Rosacee.

Sottofamiglia: Prunoidee

La varietà non è ascrivibile ne all’albicocco (Prunus armeniaca) ne al mirabolano (Prunus cerasifera), ma ad una varietà assestante chiamata Prunus Dasycarpa.
Come abbiamo già detto si tratta di un ibrido naturale tra un susino ed un albicocco.
L’ibridazione molto probabilmente è avvenuta al fine di creare una pianta avente caratteri intermedi e quindi molto adatti alla zona di diffusione.
La pianta si riproduce solo per innesto e il frutto presenta caratteristiche intermedie tra un susino e un albicocco. La pianta è inoltre molto rustica, resistente alle gelate tardive primaverili e agli agenti parassitari.
La pianta inoltre presenta una fioritura molto abbondante e spettacolare con fiori di colore bianco rossastro.

C) Caratteristiche del frutto e utilizzo
Il frutto è di forma tondeggiante quasi sferica e di dimensione medio piccola simile ad un’albicocca. La buccia è liscia, vellutata, leggermente pelosa e di colore rosso intenso o arancio violetto simile ad una susina. La polpa è di colore dal sanguigno all’arancio rossastro, molto succosa, dolce, profumata, di consistenza e fragranza simile ad una susina e dal sapore che ricorda l’albicocca con nocciolo ben aderente alla polpa.
La varietà matura tra la fine di giugno e i primi di luglio.
I frutti possono essere utilizzati solo per il consumo fresco, vista la loro scarsa attitudine alla conservazione e la loro bassa resistenza alle manipolazioni.

BIBLIOGRAFIA:
1) Dalla Ragione I., 2010. Frutti ritrovati: 100 varietà antiche e rare da scoprire. Edizioni Mondadori Arte, Milano.

2) Galbusera Bianca, 2005. Oasi di biodiversità – Frutta antica. Rovagnate (LC).

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