I pomodori dell’Italia centrale

A) Introduzione
Le regioni del centro Italia in particolare la Toscana, le Marche, il Lazio e in parte anche l’Umbria sono conosciute da tempo per la loro lunga tradizione riguardo la coltivazione degli ortaggi in particolare del pomodoro.
In ogni orto o azienda a conduzione familiare fin dall’antichità si è sempre mantenuta la tradizione di autoprodursi almeno un seme di varietà particolari di pomodoro in modo da poterle diffondere in maniera infinita nel tempo e alle generazioni.
Oggi molte di queste varietà vengono ancora custodite gelosamente da agricoltori definiti eroici che pur essendo rimasti pochi e molto spesso anziani, sono in realtà coloro i quali permettono a queste varietà di sopravvivere alle rigide norme del mercato globale e di essere diffuse in coltivazione al fine di non perdersi definitivamente.
Molte di queste varietà, finalmente oggi sono state riscoperte e di nuovo introdotte sul mercato in quanto dotate di caratteristiche fisiologiche, produttive e alimentari molto importanti da mantenere.
Riportiamo di seguito ad oggi le varietà che sono state riscoperte in queste regioni.

B) Pomodoro Canestrino di Lucca
E’ una varietà che è stata recuperata e diffusa in coltivazione in tutta la provincia di Lucca da oltre un secolo anche se attualmente si sta diffondendo nelle province di Pisa e Livorno. Il nome Canestrino, deriva dal fatto che il frutto presenta una forma tipica con delle costolature che ricordano quelle di un canestro.
Bisogna tuttavia però ricordare che le varietà Canestrino che troviamo in commercio oggi, non hanno niente a che vedere con il Canestrino di Lucca. Si tratta di varietà ibride e selezionate probabilmente da un progenitore avente delle caratteristiche molto simili a quello di Lucca, ma non corrispondono alla varietà originaria.
La pianta presenta un accrescimento indeterminato, ed è per questo che necessita di sostegni. La pianta può raggiungere e superare l’altezza di 2 m. Le foglie sono di forma regolare e di colore verde scuro, mentre i fiori sono di color giallo chiaro. Il frutto è medio grande, con costolature ben evidenti, mentre la buccia è di colore rosso vermiglio e la polpa rosa cremisi.
La varietà si pianta tra la metà di aprile e la metà di maggio e si raccoglie dall’inizio di luglio in poi.
I frutti possono essere consumati in insalata oppure, a maturazione completa, utilizzati per la preparazione di salse e conserve di pomodoro.

C) Pomodoro Costoluto Fiorentino
E’ considerata la varietà di pomodoro più importante e tipica, diffusa principalmente in coltivazione in tutta la provincia di Firenze. Il nome Costoluto, deriva dalle numerose costolature che possiede il frutto, le quali essendo infossate tendono a loro volta ad unirsi verso l’apice.
Anche in questo caso i pomodori fiorentini (analogamente a quanto abbiamo detto per il Canestrino di Lucca), non hanno niente a che vedere con il Costoluto Fiorentino originario, perché si tratta di varietà ibride e selezionate al fine di avere una maggiore produzione.
La pianta presenta un accrescimento indeterminato e necessita di sostegni, arrivando ad un’altezza di oltre 2 m. Le foglie sono di forma regolare e di colore verde intenso, mentre i fiori sono di color giallo intenso. I frutti sono di media grandezza, di forma appiattita, di colore rosso vermiglio a maturazione e presentano le tipiche costolature da cui deriva il nome della varietà.
Si pianta tra la fine di aprile e l’inizio di maggio e si raccoglie dalla metà di luglio in poi. I frutti possono essere consumati freschi ad insalata, oppure venir utilizzati per la preparazione di conserve.
Un tempo la varietà veniva utilizzata anche per la preparazione della pappa al pomodoro, piatto tipico della tradizione fiorentina.

D) Pomodoro Fragola
Si tratta di un’antichissima varietà di pomodoro, coltivata e diffusa in Garfagnana soprattutto nel territorio attorno al comune di Minucciano (LU). La denominazione Fragola deriva dall’insieme del colore particolare (fra vermiglio e cardinale), del profumo e del sapore dolce, molto gradevole che caratterizza questa varietà. La forma del frutto è molto simile a quella del Canestrino di Lucca da cui ne differisce sia per il colore che per l’aspetto più allungato
La pianta presenta un accrescimento indeterminato e quindi necessita di sostegni. Le foglie sono di forma regolare e di colore verde intenso. Il fiore è di colore giallo intenso, mentre il frutto è a forma di campana di colore rosso mattone, con la zona circostante il picciolo verde anche a maturazione.
La varietà si pianta a maggio e la si raccogli agli inizi di luglio.
I frutti vengono impiegati per il consumo fresco in insalata, anche se sono particolarmente adatti anche alla preparazione di pomarola e conserva, per la scarsa acidità ed il profumo particolare che conferisce al prodotto.

E) Pomodoro Giallo di Pitigliano
Si tratta di un’antica varietà di pomodoro da serbo, coltivata negli orti familiari attorno al comune di Pitigliano (GR) diffusa in parte anche nel comune di Sorano (GR). Di questa varietà purtroppo ad oggi esiste soltanto un agricoltore che ne ha custodito il seme e riprodotto per la produzione di pomodori per l’autoconsumo su una superficie di soli 100 mq.
La pianta presenta un accrescimento determinato tanto da poter essere coltivata e mantenuta a terra senza la necessità di sostegni. Le foglie sono di forma bipennata e di colore verde chiaro. Il frutto è di forma rotondeggiante e di colore completamente giallo a maturazione, con la polpa interna di colore rosaceo.
La varietà si semina direttamente in campo nel mese di maggio e si inizia a raccogliere a partire dal mese di luglio fino a tutto agosto. I frutti una volta riuniti in grappoli vengono conservati appesi in ambienti arieggiati come le cantine. Se conservati in modo ottimale il frutto può mantenersi anche per 3-4 mesi.
I frutti vengono consumati crudi o secchi oppure come ingrediente per le ricette tipiche locali. Avendo un sapore particolarmente delicato sono molto apprezzati in cucina.

F) Pomodoro Pisanello
La varietà è tipicamente coltivata un pò in tutta la provincia di Pisa (da cui prende il nome), anche se attualmente la ritroviamo in coltivazione anche in provincia di Livorno, Esteriormente il frutto del Pomodoro Pisanello risulta essere molto simile al Pomodoro Costoluto Fiorentino, anche se presenta delle costolature meno pronunciate e infossate e una forma più appiattita.
La pianta presenta un accrescimento indeterminato e quindi necessita di sostegni, arrivando ad un’altezza di oltre 2 m circa. Le foglie sono di forma regolare e di colore verde chiaro, mentre i fiori sono di colore giallo acceso. I frutti sono medio grandi, di forma schiacciata e grinzosa, con costolature evidenti e di colore rosso carminio.
La varietà si pianta agli inizi di maggio e si raccoglie dai primi di luglio in poi.
I frutti vengono utilizzati per preparare conserve o come condimento per svariati tipi di pietanze.

G) Pomodoro Quarantino Ecotipo Valdarno
La varietà è tipicamente coltivata nelle zone fresche e fertili del Valdarno aretino e fiorentino, tra le province di Firenze e Arezzo. Sembra che il nome Quarantino sia utilizzato come sinonimo di fiorentino, ma esso non è costoluto grinzoso come il primo.
Il termine sta anche ad indicare che si tratta del vecchio pomodoro nostrale detto appunto Pomodoro antico nostrale che riesce a portare a maturazione i suoi frutti nel giro di 40 giorni.
Si tratta tuttavia di una varietà simile al Costoluto Fiorentino dalla quale ne differisce per l’aspetto del frutto e l’ambiente di coltivazione (da qui il termine Ecotipo).
La pianta presenta un accrescimento indeterminato e necessita di sostegni. Le foglie sono di forma regolare di colore verde intenso, mentre i fiori sono completamente gialli. I frutti sono medio grandi, di forma leggermente appiattita sul tondeggiante, con costolature poco evidenti e di colore rosso vermiglio.
La varietà si pianta tra la fine di marzo e gli inizi di aprile e si raccoglie dai primi di giugno fino addirittura ai primi di novembre.
Viene utilizzata principalmente per il consumo fresco sotto forma di insalata.

H) Pomodoro Rosso di Pitigliano
La varietà è estremamente molto simile per quanto riguarda sia l’aspetto del frutto che la zona di coltivazione al Pomodoro Giallo di Pitigliano. Ne differisce soltanto la colorazione che in questo caso risulta rosso accesa.

I) Pomodoro Tondino Liscio da Serbo Toscano
E’ una varietà che anticamente veniva coltivata solo ed esclusivamente in provincia di Firenze, mentre attualmente la ritroviamo diffusa un pò in tutta la regione Toscana. Il nome Tondino Liscio da Serbo, deriva dal fatto che i frutti sono rotondeggianti e piccoli e nella tradizione contadina venivano legati ad una sorta di spago e appesi mediante una pertica in cantina in modo che essi potessero conservarsi in luogo asciutto, per poter usufruire del frutto durante tutto l’inverno. Inoltre in alcune zone della Toscana e in particolare in provincia di Siena viene chiamato anche con il nome di Bubbolino, ad indicare la piccolezza dei frutti.
La pianta presenta un accrescimento semideterminato e può essere coltivata o meno con l’ausilio di sostegno, arrivando ad un’altezza di 1,5 m circa. Le foglie sono di forma regolare e di colore verde intenso, mentre i fiori sono regolari e di colore giallo scuro. Il frutto è piccolo, di forma arrotondata tondeggiante e di colore arancio-rossastro.
La varietà si semina direttamente in campo a maggio e si raccoglie tra la fine di luglio e l’inizio d’agosto in modo da avere già in primi frutti da conservarsi durante l’inverno.
I frutti vengono utilizzati per la preparazione di zuppe, minestre di verdura e di carne e bolliti.

L) Pomodoro Valentino
La varietà è diffusa in coltivazione un pò in tutta la regione delle Marche.
La pianta presenta un accrescimento indeterminato e una taglia medio alta. Le foglie sono di colore verde smeraldo con densità fogliare media. I fiori sono gialli e in numero di 4-8 per infiorescenza. Il frutto è medio grande, di forma allungata cilindrica (molto simile al San Marzano) e di colore rosso a maturazione.
I frutti maturano dalla metà di luglio in poi.
La varietà viene utilizzata prevalentemente per il consumo fresco da sola o assieme ad altre verdure, anche se una piccola quota può essere destinata alla produzione di conserve.

M) Pomodoro Cuore di Bue Atipico
La varietà è diffusa in tutta la regione delle Marche, ed è chiamata Atipico, in quanto il frutto presenta delle caratteristiche morfologiche nettamente diverse dal Pomodoro Cuore di Bue tradizionale.
La pianta presenta un accrescimento indeterminato e una taglia medio alta. Le foglie sono di colore verde chiaro e presentano una densità fogliare molto debole. I fiori sono di colore giallo e in numero di 4-6 per infiorescenza. Il frutto è di media grandezza, cuoriforme alto e rotondo e di colore rosso.
I frutti maturano a partire dai primi di luglio.
La varietà viene utilizzata solo per il consumo fresco.

N) Pomodoro a Pera 
La varietà è tipicamente diffusa in provincia di Ascoli Piceno, ed è chiamata A Pera, proprio per la particolare forma dei frutti.
La pianta presenta un accrescimento indeterminato e una taglia alta. Le foglie sono di colore verde scuro e presentano una densità fogliare molto forte. I fiori sono di colore giallo e in numero di 8-12 per infiorescenza. Il frutto è di media dimensione, di forma leggermente allungata a pera e di colore rosso.
I frutti maturano dalla metà di luglio in poi.
La varietà viene utilizzata sia per il consumo fresco che per l’ottenimento di conserve.

O) Pomodoro da Serbo di Monte San Vito
E’ una varietà che è stata ritrovata nella primavera del 2007 presso un contadino anziano nella zona di Monte San Vito (AN) ed è stato ceduto all’Associazione Orto Antico di al fine di mantenerne e custodirne i semi perché il coltivatore non era più in grado di coltivarlo.
Oltre alla zona di Monte San Vito, la varietà è diffusa anche nei comuni di Jesi (AN), Chiaravalle (AN), Montemarciano (AN), Mosano (AN), San Marcello (AN) e Morro d’Alba (AN).
La pianta presenta un accrescimento indeterminato e un portamento rampicante ed è per questo che necessita di sostegni in quanto può arrivare a raggiungere anche l’altezza di 2 m. Le foglie sono composte di colore verde smeraldo, mentre i fiori sono gialli. Il frutto è medio piccolo, di forma rotondeggiante e di colore arancione sul rosato quando iniziano a maturare. La loro polpa è farinosa e poco succosa e di sapore dolce.
La varietà si semina nel periodo tra marzo e aprile e si raccoglie nel mese di agosto quando il colore dei frutti passa dal verde all’arancione. Una volta raccolti i grappoli dei frutti conservandosi appesi nelle cantine. Questi vanno incontro alla maturazione definitiva con il frutto che diviene completamente rosso all’interno.
I frutti conservati e appesi in cantina una volta asciugati rimangono sodi mantenendo le loro caratteristiche in maniera inalterata per tutto l’inverno adattandosi non solo al consumo fresco ma anche alla preparazione di bolliti e minestre di carne e verdura.

P) Pomodoro Scatolone di Bolsena
Si tratta di una varietà diffusa in coltivazione attorno al comune e al lago di Bolsena (VT). E’ chiamato Scatolone, perché questa varietà fruttifica a grappolo dando origine a dei frutti che si chiudono verso l’interno.
La pianta presenta un accrescimento indeterminato e un portamento che risulta ricadente, se viene fatta crescere libera, oppure eretto se invece viene fatta crescere su appositi sostegni. La foglia è di forma lobata, con margine seghettato e di colore verde chiaro. Il fiore è semplice e di colore giallo, mentre il frutto è di medie dimensioni, di colore rosso a maturazione con alcune aree di colore verde paglierino.
Questa varietà assomiglia molto al Pomodoro Costoluto Fiorentino e al Pomodoro Pisanello, diffusi in Toscana, della quale condivide alcuni caratteri in comune anche se si tratta di varietà diverse.
La varietà si semina tra la fine di marzo e gli inizi di aprile, si trapianta in campo tra la fine di aprile e gli inizi di maggio e i frutti si raccolgono a partire dalla fine di luglio.
I pomodori si possono consumare freschi e ripieni sia crudi che cotti.

Q) Pomodoro Spagnoletta del Golfo di Gaeta e di Formia
Come dice il nome della varietà, l’areale di coltivazione è concentrato tra i comuni di Gaeta (LT) e Formia (LT), anche se è stato introdotto in questi luoghi durante la dominazione spagnola. Lo possiamo ritrovare anche nel territorio dei comuni di Itri (LT), Minturno (LT), Castelforte (LT), Spigno Saturnia (LT) e SS Cosma e Damiano (LT). Nelle campagne in provincia di Roma, è coltivato un ecotipo simile che viene chiamato Casalino.
La pianta presenta un accrescimento indeterminato, un portamento prostrato se mantenuta libero ed eretto se viene sostenuta con dei tutori arrivando ha raggiungere l’altezza di 0,80 – 1 m. Le foglie sono lisce, di colore verde chiaro e di forma lobata. Il fiore è generalmente doppio e di colore giallo. Il frutto è di forma appiattita trasversale e irregolare, con alcune costolature e una guancia di colore verde e colore di fondo rosso.
La varietà si semina alla fine di febbraio, si trapianta in campo ad inizio aprile e si comincia ha raccogliere da fine giugno in poi.
I frutti si possono consumare da soli o ad insalata assieme ad altri ortaggi, oppure vengono impiegati anche per la preparazione di salse e sughi.

R) Pomodoro da Secca di Minturno
E’ una varietà che è diffusa in coltivazione prevalentemente nl comune di Minturno (LT), ma la possiamo ritrovare nel territorio dei comuni di Formia (LT), Scauri (LT) e Castelforte (LT). Il nome Da Secca è dovuto al fatto che tale pomodoro presenta la prerogativa di potersi conservare anche durante l’inverno.
La pianta presenta un accrescimento determinato e un portamento eretto. Le foglie sono di media grandezza, di forma bipennata, di colore verde brillante e dotate di lievi bollosità. I fiori sono portati su infiorescenze doppie, sono di colore giallo e lievemente pelosi. I frutti possono essere di due tipologie: di forma circolare e di forma ellittica. In entrambi i casi il frutto è comunque di piccole dimensioni con delle costolature nella parte apicale del fusto. Sono di colore verde intenso prima della maturazione, mentre diventano di colore giallo arancio a maturazione completa.
La varietà si semina tra la fine di marzo e gli inizi di aprile, si trapianta in campo ai primi di maggio e si raccoglie a partire dal mese di agosto.
I frutti vengono consumati per tutto l’inverno. Di solito la conservazione avviene in locali asciutti e ventilati e si esegue appendendo i grappoli alla parete esterna legandoli tra di loro con della corda. Essendo pomodori aciduli e poco succosi trovano impiego per la preparazione di minestre e zuppe.

BIBLIOGRAFIA:
1) Assam., 2015. La biodiversità Agraria nelle Marche. Il Repertorio Regionale. L.R. 12/2003. Regione Marche.

2) Arsial, 2010. Tutela e valorizzazione dell’Agrobiodiversità del Lazio. Legge Regionale 1 marzo 2000, n.15 “Tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario”. Edizioni Beniamini srl, Roma.

3) Macchia M., 2005. Caratterizzazione morfologica delle varietà locali iscritte nel Repertorio regionale della L.R. 64/2004- Ortive. ARSIA – Regione Toscana, Firenze.

4) Macchia M., 2006. Caratterizzazione e valorizzazione del Pomodoro Canestrino di Lucca. ARSIA – Regione Toscana, Firenze.

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