La Mela Francesca

A) Storia della varietà
Si tratta di un’antica varietà di melo di origine Toscana, conosciuta fin dal periodo rinascimentale dalla famiglia dei Medici e illustrata nei dipinti di Bartolomeo Bimbi attorno al 1800.
Viene descritta accuratamente dal Gallesio nel suo viaggio in Toscana nel 1815, mentre il Breviglieri la descrive grazie ad un’indagine pomologica presentata presso il convegno di frutticoltura a Ferrara del 1949
Secondo Sansavini e Brazanti, la mela Francesca era la seconda varietà più diffusa in Toscana attorno agli anni 60 con una produzione media di 20000 quintali.
La varietà è tipicamente diffusa in tutta l’area fiorentina, anche se la maggiore concentrazione produttiva è compresa nel Valdarno Inferiore e in tutta la piana tra le province di Firenze e di Pisa.
Il nome Francesca deriva dalla vecchia Via Francigena, la strada che durante l’impero romano univa Roma alla Francia. Infatti lungo il passaggio della francigena, era usuale trovare degli alberi spontanei di melo Francesca lungo il tracciato, da cui poi si sarebbe selezionata la varietà suddetta.
Questa mela possiamo ritrovarla sporadicamente anche nel centro Italia e in particolare nel Lazio, dove esiste un ecotipo molto particolare chiamato Francesca di Castelliri, tipica della provincia di Frosinone, dalla quale differisce per le caratteristiche del frutto.

B) Caratteristiche della varietà e utilizzo del frutto
La pianta è di buona vigoria, a chioma espansa, lento ad iniziare la fruttificazione la quale risulta alternante, con scarsa allegagione, ma di media elevata vigoria. La pianta risulta essere però sensibile alla ticchiolatura.
La varietà presenta frutti di piccola media dimensione, di forma tondeggiante appiattita e regolare. La buccia è di colore verdastro, poco attraente, leggermente untuosa e appena macchiata di rosso se esposta al sole, con presenza di lenticelle piccole e poco evidenti. Con il procedere della maturazione la buccia tende a divenire di color giallo paglierino che poi è il colore tipico della varietà. La polpa è invece soda, di colore bianco, molto fine, succosa, acidula, profumata e molto aromatica.
I frutti raccolti a metà ottobre, completano la loro maturazione in fruttaio ad inizio novembre, per poi conservarsi fino agli inizi di aprile.
Durante la fase di conservazione, i frutti perdono la loro acidità e asprezza e acquisiscono un sapore delicato e zuccherino.
I frutti possono essere destinati sia al consumo fresco, che alla preparazione di dolci, marmellate, distillati e mostarde di frutta. Grazie all’aroma che emanano a maturazione completa, un tempo le nonne erano solite porre le mele negli armadi per profumare i vestiti, oppure tenerle all’interno di cassette con sotto della paglia e consumarle nel corso dell’inverno.
La varietà è inserita infine nell’elenco dei prodotti tradizionali della regione Toscana.

BIBLIOGRAFIA:
1) Il Tiglio, 2010. Indice e note tecniche sulle varietà antiche di frutta. http://www.iltiglio.altervista.org.

2) Regione Toscana, 2016. Razze e varietà locali. germoplasma.arsia.toscana.it.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...