Fitopatologia generale

A) La malattia e il danno
La malattia è, un’alterazione dannosa ai normali processi fisiologici di un organismo vivente, come risultato dell’interazione reciproca tra ospite e parassita.
Il danno invece è un’alterazione improvvisa di una struttura anatomica o di una funzione causata da un fattore non continuo nel tempo.
La malattia è il risultato dell’interazione di tre fattori:

1) Ospite (pianta, animale ecc.).

2) Patogeno (virus, batterio e fungo).

3) Ambiente.

Ciò che distingue inoltre la malattia dal danno, è il fattore tempo, il quale determina l’interazione tra i tre fattori espressi. Infatti lo sviluppo delle malattie è dovuto all’interazione dei tre fattori espressi e di come essi sono in grado di modificarsi nel tempo.
Le malattie possono essere classificate in base a vari criteri:

  1. In base all’infettività:
    a) Infettive.
    b) Non infettive.
  2. In base alla loro distribuzione nell’individuo:
    a) Localizzate.
    b) Sistemiche.
    c) Organotropiche.
  3. In base ai sintomi che mostrano (es. giallumi, marciumi, cancri ecc.).
  4. In base al meccanismo con cui il parassita mette in atto in suo attacco:
    a) Litiche.
    b) Tossiche o necrotiche.
    c) Dello sviluppo, auxoniche o disgenesiche.
    d) Trofiche
  5. In base al meccanismo fisiologico alterato.
    a) Immagazzinamento di sostanze.
    b) Assorbimento dell’acqua e dei sali minerali.
    c) Trasporto delle sostanze.
    d) Fotosintesi.
    c) Accrescimento cellulare.

Sono infettive quelle malattie che si trasmettono da un ospite ad un altro, mentre sono non infettive se non si trasmettono da un ospite all’altro.
Sono malattie localizzate, quelle che si sviluppano a carico di alcune parti, organi o apparati della pianta, sono sistemiche quelle generalizzate all’intera pianta, infine sono organotropiche sono quelle malattie in cui il patogeno è diffuso in tutta la pianta ma produce sintomi localizzati a carico di alcuni organi.
A seconda dell’organo colpito le malattie possono essere a loro volta:

  1. Malattie radicali.
  2. Malattie fogliari.
  3. Malattie fiorali.
  4. Malattie vascolari.
  5. Malattie parenchimatiche.

Sono definite malattie litiche quelle che determinano la degradazione di alcune parti cellulari, sono tossiche o necrotiche quelle in cui si verifica la morte delle cellule (necrosi) per effetto di tossine, sono dello sviluppo auxoniche o disgenesiche quelle in cui si verifica un’alterazione dello sviluppo della pianta e infine trofiche quelle in cui si verifica la sottrazione di sostanze nutritive della pianta.

B) La sintomatologia
La sintomatologia, è la scienza che studia la manifestazione dei sintomi.
Il sintomo, è la manifestazione macroscopica interna o esterna di una malattia.
La sindrome o quadro clinico, è l’insieme dei vari sintomi di una malattia.
I segni, sono invece la presenza di organi vegetativi o riproduttivi di un patogeno.
I sintomi a loro volta possono essere:

  1. Sintomi convergenti
    Sono causati da patogeni diversi che danno origine a sintomi uguali (es. giallumi e necrosi).
  2. Sintomi divergenti
    Sono causati dallo stesso patogeno che danno origine a sintomi diversi in base a:

a) Fattori intrinseci (specie, varietà e età della pianta).

b) Fattori estrinseci o ambientali (temperatura, umidità, composizione chimica del terreno ecc.).

In base a come si presentano sulla pianta, i sintomi possono essere classificati in:

  1. Modificazioni cromatiche.
  2. Necrosi e alterazioni degenerative.
  3. Distacco di parti vegetali.
  4. Modificazioni di forma.
  5. Modificazioni di dimensione.

B.1) Modificazioni cromatiche
Si manifestano con un’alterazione alle normali colorazioni che i vari organi della pianta presentano naturalmente.
Esse possono essere:

  • Clorosi
    Parziale comparsa del colore giallo.
  • Giallume
    Totale comparsa del colore giallo.
  • Mosaico
    Piccole macchie regolari.
  • Variegature
    Grandi macchie irregolari.
  • Striature
    Macchie strette e allungate.
  • Anulature
    Macchie rotonde e larghe.
  • Arrossamento
    Comparsa di pigmenti rossi antocianici.
  • Argentatura o piombatura
    Comparsa del colore argenteo a causa del distacco dell’epidermide fogliare.
  • Imbrunimento
    Comparsa di pigmenti scuri o melaninici.

B.2) Necrosi e alterazioni degenerative
Si manifestano con la comparsa di aree brunastre sulle varie superfici della pianta a seguito della morte cellulare per necrosi a causa di effetti tossici.
Queste possono essere:

  • Bronzatura
    Macchie fitte, puntiformi e diffuse.
  • Antracnosi
    Macchie infossate.
  • Picchiettatura
    Macchie di piccole dimensioni.
  • Macchiettatura
    Macchie di medie dimensioni.
  • Maculatura
    Macchie di grandi dimensioni.
  • Marciume molle o cancrena
    Disfacimento degli organi della pianta di consistenza molle e acquosa.
  • Marciume secco o mummia
    Disfacimento degli organi della pianta di consistenza asciutta e friabile.
  • Appassimento
    Perdita parziale di acqua.
  • Avvizzimento
    Totale perdita di acqua.
  • Suberosi
    Produzione di sughero.
  • Rugginosità
    Comparsa di macchie scure sui frutti.
  • Litiasi
    Comparsa di tessuto lignificato sui frutti.

B.3) Distacco di parti vegetali
Si manifestano con la perdita parziale o totale di alcune parti dei vari organi vegetali a seguito della morte cellulare.
Esse possono essere:

  • Spaccatura
    Rottura superficiale degli organi.
  • Cancro
    Rottura profonda degli organi.
  • Esantema
    Fuoriuscita di materiale interno.
  • Filloptosi
    Caduta anticipata delle foglie.
  • Antoptosi
    Caduta anticipata dei fiori.
  • Carpoptosi
    Caduta anticipata dei frutti.
  • Vaiolatura
    Forature lasciate sulle foglie a seguito di alterazione o necrosi.
  • Smerlatura
    Sfrangiature lasciate sulle foglie a seguito di alterazione o necrosi.

B.4) Modificazioni di forma
Si manifestano con un’alterazione della forma normale degli organi della pianta a seguito dell’alterazione dello sviluppo della stessa.
Le più importanti sono:

  • Arrotolamento
    Ripiegatura del lembo fogliare.
  • Arricciamento
    Malformazione a ventaglio.
  • Bollosità
    Deformazione con rigonfiamenti interni.
  • Laciniatura
    Approfondimento dei lembi fogliari ad aspetto slanciato.
  • Fenestratura
    Mancato sviluppo di parti interne fogliari.
  • Intumescenza
    Formazione di escrescenze a forma di pustola.
  • Lenticellosi
    Lenticelle giganti e in sovrannumero.
  • Erinosi
    Eccessiva produzione di peli.
  • Tumore
    Masse di tessuto non organizzato a crescita indefinita.
  • Galla
    Masse di tessuto non organizzato a crescita definita.
  • Butteratura
    Escrescenze a forma di creste o scalanature.

B.5) Modificazioni di dimensione
Si manifestano con un’alterazione alla dimensione normale degli organi della pianta a seguito dell’alterazione dello sviluppo della stessa.
Le più importanti sono:

  • Nanismo o rachitismo
    Ridotto sviluppo della pianta.
  • Gigantismo
    Eccessivo sviluppo della pianta.
  • Blastomania
    Sviluppo eccessivo delle gemme.
  • Scopazzo
    Affastellamento di rami.
  • Fasciazione
    Rami saldati a forma di nastro.
  • Rizomania
    Eccessivo sviluppo delle radici.
  • Virescenza
    Trasformazione dei fiori in foglie.
  • Vitrescenza
    Trasformazione della polpa dei frutti in strutture trasparenti e vetrose.

C) Alterazione delle piante
Le malattie e i loro sintomi con cui si manifestano, sono in risultato di alterazioni delle strutture cellulari che possono essere:

  1. Alterazioni macroscopiche esterne.
  2. Alterazioni microscopiche fisiologiche interne.

Le alterazioni macroscopiche esterne, sono alterazioni delle strutture cellulari visibili ad occhio nudo.
Possono essere:

  • Ipotrofia
    Riduzione della dimensione delle cellule.
  • Ipoplasia
    Riduzione del numero delle cellule.
  • Ipertrofia
    Aumento della dimensione delle cellule.
  • Iperplasia
    Aumento del numero delle cellule.

L’iperplasia può essere a sua volta:

a) Omogenea o omoplasia
Formazione di tessuti uguali a quelli di partenza.

b) Eterogenea o eteroplasia
Formazione di tessuti diversi da quelli di partenza.

Le alterazioni microscopiche interne, sono invece alterazioni che riguardano l’attività fisiologica e biochimica della pianta non visibili ad occhio nudo.
I processi fisiologici alterati possono riguardare:

  • Fotosintesi.
  • Trasporto degli zuccheri
  • Respirazione cellulare.
  • Produzione di polifenoli.
  • Crescita e differenziazione delle piante.

D) Le cause di malattia
Nelle piante superiori, le cause di sviluppo delle malattie è dovuto sia ad agenti di malattia che agenti di danno.
Tra gli agenti di malattia ricordiamo:

  1. Virus.
  2. Batteri.
  3. Fitoplasmi.
  4. Funghi.

Mentre tra gli agenti di danno figurano:

  1. Insetti.
  2. Acari.
  3. Nematodi.
  4. Piante parassite.

Ed è proprio in merito agli agenti di malattia che possiamo distinguere le fitopatie dalle fisiopatie.
Le fitopatie, sono alterazioni morfologiche e funzionali dovute ad agenti parassitari e infettivi.
A sua volta in base all’agente che le provoca, le fitopatie o malattie parassitarie possono essere:

  1. Virali.
  2. Batteriche.
  3. Fitoplasmatiche.
  4. Fungine o crittogamiche.

Le fisiopatie, sono invece alterazioni morfologiche e funzionali dovute ad agenti non parassitari e non infettivi, ma ambientali.
Possono essere dovute a:

  1. Carenza o eccesso di luce.
  2. Carenza o eccesso d’acqua.
  3. Stress termici.
    a) Danni da freddo.
    b) Danni da caldo.
  4. Carenze o eccesso di minerali.
  5. Stress meteorici.
    a) Danni da pioggia.
    b) Danni da grandine.
    c) Danni da vento.
  6. Danni da inquinanti.
  7. Danni da antiparassitari.
  8. Danni da conservazione.

E) Come si sviluppano le malattie
Lo sviluppo delle malattie in un determinato organismo ospite, si compie in varie fasi:

  1. Inoculazione.
  2. Trasporto.
  3. Sopravvivenza.
  4. Infezione.
  5. Contatto e penetrazione.
  6. Colonizzazione e comparsa dei sintomi.
  7. Evasione.
  8. Trasmissione.

E.1) Inoculazione
L’inoculazione, è il processo attraverso il quale un determinato organismo patogeno entra in contatto con la pianta ospite. Essa dipende dalla quantità d’inoculo.
L’inoculo è l’insieme di elementi infettivi o propaguli di un patogeno. Questi inoculi che vengono prodotti dipendono dal tipo di organismo che causa la malattia.
Nel caso dei virus si tratta di particelle virali, per i batteri sono le cellule batteriche, infine per i funghi sono il micelio, i conidi e le spore.
La quantità di inoculi che entra in contatto con l’organismo ospite è di solito molto bassa. Per questo è necessario definire la densità d’inoculo ossia la quantità di inoculi che si liberano per unità di volume nell’aria, nell’acqua e nel terreno e il potenziale d’inoculo ossia la capacità dell’inoculo di produrre malattia.
La liberazione degli inoculi può avvenire in due modi:

a) Attiva
Attraverso l’attività dello stesso patogeno (es. funghi e alcuni batteri).

b) Passiva
Attraverso l’intervento di fattori esterni come la gravità, il vento, l’acqua e gli animali (es. alcuni funghi, batteri e virus).

E.2) Trasporto
E’ la fase in cui gli inoculi prodotti dal patogeno vengono liberati prima di entrare in contatto con la pianta ospite.
Tra i principali sistemi di trasporto a distanza degli inoculi ricordiamo:

  1. Pioggia.
    La maggior parte dei funghi.
  2. Vento.
    I funghi e alcuni batteri.
  3. Animali.
    Mammiferi, uccelli e insetti.
    Questo tipo di trasporto è tipico dei funghi, nematodi, acari e virus.
  4. Uomo.

E.3) Sopravvivenza
La sopravvivenza dell’inoculo, è la fase che permette al patogeno di poter resistere nel tempo agli agenti esterni.
Essa può avvenire attraverso varie modalità:

  • Piante ospiti.
  • Terreno.
  • Residui di vegetazione.
  • Foglie.
  • Organi di resistenza del patogeno.
  • Semi.
  • Materiali di propagazione (talee, innesti, marze ecc.).

E.4) Infezione
L’infezione è il processo mediante il quale un patogeno (virus, batterio, fungo ecc.) tenta di stabilire un rapporto nutrizionale tra le cellule e i tessuti della pianta ospite.
Affinché l’infezione possa avvenire è necessario che ci sia una combinazione e successione dei mezzi d’aggressione del patogeno (tossine, enzimi e proteine) e una corretta combinazione ed evoluzione tra il parassita e l’ospite.

E.5) Contatto e penetrazione
Una volta avvenuto il contatto con la pianta ospite, la penetrazione del patogeno può avvenire in maniera:

  • Attiva
    Attraverso le aperture naturali delle piante (stomi, idatodi, stigmi, lenticelle, pareti cellulari).
    Penetrano attivamente la maggior parte dei funghi.
  • Passiva
    Attraverso perforazioni o ferite provocate da vettori o cause accidentali (stress idrici o termici, animali, lavorazioni, pioggia, grandine, freddo, vento).
    Penetrano passivamente alcuni funghi, i fitoplasmi, i batteri e i virus.

La penetrazione attiva dei funghi all’interno della pianta, può avvenire attraverso varie vie come:

  • Stomi

In questo caso la penetrazione attraverso gli stomi da parte delle spore è preceduta dalla formazione di una struttura chiamata appressorio che garantisce l’adesione del fungo alla pianta.

  • Cuticola

Questo tipo di penetrazione, prevede invece la formazione di uno stiletto di penetrazione che rompendo la cuticola favorisce l’inserimento della spora all’interno delle cellule.

  • Parete cellulare

Questo tipo di penetrazione coinvolge la produzione di enzimi che hanno la capacità di degradare i componenti chimici della parete cellulare.
Fra i vari enzimi coinvolti ricordiamo

  1. Pectasi e pectinasi
    Agiscono sulle pectine.
  2. Cutinasi
    Agiscono sulla cutina.
  3. Cellulasi
    Agiscono sulla cellulosa.
  4. Emicellulasi
    Agiscono sull’emicellulosa.
  5. Ligninasi
    Agiscono sulla lignina.

La penetrazione passiva dei batteri all’interno della pianta attraverso le ferite o per risucchio d’acqua esterna, avviene in varie fasi:

  • Ancoraggio alle parti vegetali.
    Attraverso le cariche elettriche tra il batterio e la pianta.
  • Aumento delle cellule batteriche.
  • Movimento verso il sito d’attacco.
    Attraverso l’acqua e stimoli chimici.
  • Penetrazione all’interno della cellula.

E.6) Colonizzazione e comparsa dei sintomi
La colonizzazione delle cellule dell’ospite una volta avvenuta la penetrazione al suo interno, prevede l’instaurarsi di un rapporto nutrizionale.
In base a questo la colonizzazione può essere

  • Biotrofica

Quando si viene ad instaurare un rapporto specifico pianta – ospite in modo da garantire la sopravvivenza delle cellule fino all’esaurimento della fase infettiva.
Questo tipo di colonizzazione è tipica dei funghi, i quali una volta penetrati nella cellula ne assorbono le sostanze adattandosi all’attività metabolica della stessa.

  • Necrotrofica

Questo tipo di colonizzazione prevede invece il danno o uccisione delle cellule attraverso la produzione di sostanze tossiche con conseguente morte della pianta (necrosi).
Questo tipo di colonizzazione è tipico di alcuni funghi e soprattutto dei batteri.
Le sostanze che tali organismi sono capaci di produrre per uccidere le cellule sono:

  1. Enzimi
    Pectinasi, cellulasi, emicellulasi, lipasi, amilasi e proteinasi.
  2. Tossine
    Fusicoccina, siringomicina, siringotossina, tabtossina e tentossina.

E.7) Evasione
L’evasione è la fase finale del processo infettivo da parte dei patogeni, con la liberazione dell’inoculo dai tessuti della pianta ospite.
L’evasione può avvenire attraverso:

  • Comparsa di goccioline o fluidi all’esterno delle piante (es. nel caso dei batteri).
  • Produzione di cellule riproduttive (spore, micelio, conidi ecc.) come le caso dei funghi.

E.8) Trasmissione
La trasmissione è il processo attraverso il quale il patogeno dalla pianta malata viene diffuso alle piante sane circostanti.
I mezzi con cui può avvenire tale trasmissione sono:

  1. Terreno.
  2. Piante parassite.
  3. Nematodi.
  4. Acari.
  5. Insetti.
  6. Ferite.
  7. Polline.
  8. Semi.

La trasmissione dei virus può essere:

  • Diretta

Da pianta a pianta senza intermediari.
Essa può avvenire, per via gamica (seme e polline) o per via agamica (talee, bulbi, tuberi, rizomi, marze e innesti).

  • Indiretta

Attraverso l’intervento di vettori come insetti, acari, nematodi, funghi e piante parassite.

  • Per contatto

I batteri invece possono essere trasmessi da una pianta all’altra attraverso vari mezzi come:

  • Ospite infetto.
  • Terreno.
  • Residui di vegetazione.
  • Insetti.
  • Semi.
  • Acqua.
  • Vento.
  • Uomo.

F) Mezzi di lotta
I mezzi di lotta ai parassiti possono essere:

  1. Agronomici.
  2. Fisici.
  3. Meccanici.
  4. Chimici.
  5. Biologici.
  6. Biotecnologici.
  7. Genetici.
  8. Naturali.

F.1) Mezzi agronomici
Si tratta di semplici pratiche colturali, effettuate in momenti diversi dello sviluppo delle piante che hanno come scopo di prevenire e/o ostacolare lo sviluppo dei patogeni.
Tra questi ricordiamo:

  • Avvicendamenti e rotazioni.
  • Semina anticipata o posticipata.
  • Lavorazioni e concimazioni adeguate.
  • Consociazione con piante diverse.
  • Raccolta.
  • Irrigazione.
  • Semina.
  • Scelta varietale.

F.2) Mezzi fisici
Sono mezzi che agiscono sul controllo del patogeno sia per via diretta che per via indiretta.
Tra questi ricordiamo:

  • Potatura.
  • Pacciamatura.
  • Distruzione dei materiali infetti.
  • Uso del fuoco.
  • Sterilizzazione con il calore.
  • Bruciatura dei residui colturali.
  • Elettricità.
  • Ultrasuoni.
  • Alte e basse temperature.
  • Impiego della luce.

F.3) Mezzi meccanici
Consistono in una serie di pratiche colturali volte alla distruzione meccanica diretta del parassita come:

  • Uccisione del parassita con uncini, spazzole o materiali per lo scortecciamento.
  • Raccolta diretta o indiretta con esche e/o trappole per i parassiti.
  • Creazione di sbarramenti o isolamenti in grado di convogliare il parassita in modo da essere distrutto.

F.4) Mezzi chimici
Consistono nell’utilizzo di principi attivi (p.a) sia organici che inorganici naturali o di sintesi, capaci di prevenire e curare le malattie delle piante provocate dai parassiti.
I prodotti che posseggono tale funzione si chiamano fitofarmaci, antiparassitari o pesticidi.
In base al patogeno su cui agiscono possono essere:

  • Anticrittogamici e fungicidi
    Agiscono sui funghi.
  • Battericidi
    Agiscono sui batteri.
  • Insetticidi
    Agiscono sugli insetti.
  • Acaricidi
    Agiscono sugli acari.
  • Nematocidi
    Agiscono sui nematodi.
  • Diserbanti
    Agiscono sulle piante infestanti.

In base al luogo dove agiscono i fitofarmaci possono essere:

  1. Esofarmaci
    Quando agiscono all’esterno della pianta.
  2. Endofarmaci
    Quando agiscono all’interno della pianta.

Gli esofarmaci sono detti anche preventivi, perché non essendo in grado di penetrare all’interno dei tessuti agiscono prima che il patogeno penetri all’interno della pianta.
Gli endofarmaci invece sono chiamati anche curativi, svolgendo la funzione di bloccare il patogeno già presente all’interno della pianta.
A sua volta gli endofarmaci in base alla modalità di spostamento all’interno della pianta possono essere:

  • Citotropici
    Se si muovono intorno la zona di assorbimento.
  • Traslaminari
    Se si muovono attorno alla lamina delle foglie.
  • Sistemici
    Se si muovono in tutte le parti della pianta.

I fitofarmaci sistemici possono colpire il parassita in qualunque luogo della pianta agendo sia da preventivi, ma anche da curativi ed eradicanti.
Tra le importanti caratteristiche che devono possedere i fitofarmaci ricordiamo:

  1. Tossicità.
  2. Selettività.
  3. Bagnabilità.
  4. Adesività.
  5. Persistenza.
  6. Compatibilità.
  7. Formulazione.

La tossicità, è la capacità di un fitofarmaco di esercitare la sua azione tossica nei confronti dei parassiti. Questa caratteristiche è dipendente dalla quantità di principio attivo (p.a.)
La selettività, è la capacità di un fitofarmaco di discriminare e colpire un patogeno specifico, mantenendosi innocuo per l’ambiente, gli animali, l’uomo e le piante su cui viene distribuito.
Infatti in base alle loro capacità selettive, i fitofarmaci possono essere:

  • Non selettivi o ad ampio spettro
    Se agiscono su più patogeni.
  • Selettivi
    Se agiscono su un solo patogeno.

Tale selettività si manifesta per diverso assorbimento cellulare, presenza/assenza di recettori o siti d’azione, diversa capacità di trasformazione del composto in principio attivo e diversa capacità di detossificazione da parte dell’organismo.
La bagnabilità è la capacità di un fitofarmaco di poter venire a contatto con le parti vegetali.
L’adesività, è la capacità di un fitofarmaco di poter aderire alle superfici vegetali e resistere agli agenti esterni.
La persistenza è la capacità di un fitofarmaco di poter mantenere la sua attività inalterata nel tempo.
Per questa caratteristica viene individuato anche il tempo di carenza o intervallo di sicurezza.
La compatibilità, è la caratteristica di un fitofarmaco di poter essere miscelato con altri prodotti in modo da poterli distribuire assieme.
Infine la formulazione è il tipo di preparazione industriale con cui il prodotto è sottoposto per consentire la distribuzione commerciale e la miglior applicazione del fitofarmaco.
Le formulazioni più diffuse sono:

  • Granuli.
  • Polveri.
  • Liquidi.
  • Sostanze appetibili.

F.5) Mezzi biologici
Consistono nel ricorrere all’uso di antagonisti presenti normalmente in natura allo scopo di controllare lo sviluppo delle malattie, insetti, acari e nematodi.
Questi antagonisti naturali possiamo ritrovarli sia nel terreno (rizosfera)che sulle foglie e fusto delle piante (filloplano).
Tra i principali antagonisti naturali ricordiamo:

  • Insetti.
  • Acari.
  • Nematodi.
  • Funghi.
  • Batteri.
  • Virus.
  • Organismi vertebrati.

F.6) Mezzi biotecnologici
Consistono nel ricorso a preparati o tecniche particolari capaci di controllare o ridurre lo sviluppo dei parassiti delle piante.
Tali mezzi si basano sull’uso di:

  • Trappole cromotropiche.
  • Trappole sessuali.
  • Uso di feromoni sessuali.
  • Tecnica del maschio sterile.
  • Tecnica dell’autocidio.
  • Uso di regolatori dello sviluppo.
  • Esche avvelenate.

F.7) Mezzi genetici
Sono basati nel ricorso a strategie selettive in grado di ottenere delle piante e/o varietà resistenti alle malattie delle piante.
La resistenza delle piante alle malattie può essere sia naturale che artificiale.
La resistenza artificiale può essere:

  • Orizzontale
    Poligenetica (quando coinvolge più geni della stessa pianta).
  • Verticale
    Monogenetica (quando coinvolge un solo gene).
    Oligogenetica (quando coinvolge pochi geni).

F.8) Mezzi naturali
Sono basati al ricorso di preparati fitoterapici, in grado di prevenire o curare le malattie delle piante e lo sviluppo degli organismi parassiti.
Ne ricordiamo alcuni:

  • Macerato d’ortica.
  • Infuso d’aglio.
  • Soluzione di peperoncino.
  • Decotto d’equiseto.
  • Sapone di potassa.
  • Bicarbonato di sodio.
  • Uso della propoli.
  • Farina di mais.

G) Evoluzione delle tecniche colturali e malattie delle piante
Con il progredire dell’agricoltura e lo sviluppo delle tecniche di coltivazione, si è incrementato anche lo sviluppo delle malattie e parassiti delle piante. Tra queste tecniche che hanno prodotto tutto questo ricordiamo:

  1. Abbandono delle rotazioni.
  2. Aumento della densità d’impianto.
  3. Diminuzione della biodiversità.
  4. Irrigazione.
  5. Concimazione.
  6. Coltivazione in ambiente protetto e fuori stagione.
  7. Impiego di fitofarmaci.

G.1) Abbandono delle rotazioni
L’intensificazione e la specializzazione delle colture con il conseguente abbandono delle rotazioni colturali, ha determinato un incremento dei patogeni a livello radicale tra cui:

  • Mal del piede dei cereali.
  • Marciumi radicali.
  • Avvizzimenti.
  • Moria delle piantine nei semenzai.
  • Insetti terricoli.
  • Nematodi.

G.2) Aumento della densità d’impianto
Il passaggio da una coltivazione promiscua e/o estensiva ad una specializzata e intensiva, ha determinato un incremento delle malattie delle piante perché:

  • Aumenta il contatto pianta-pianta.
  • Favorisce un migliore trasporto dei parassiti da parte del vento o acqua.
  • Determina microclimi più favorevoli alle infezioni.
  • Aumenta la predisposizione delle piante alle malattie.
  • Riduce le difese della pianta.

G.3) Diminuzione della biodiversità
La diminuzione della biodiversita’ delle piante coltivate che è avvenuta nei secoli, è una delle più importanti cause che hanno portato all’incremento dei danni provocati dai patogeni delle piante negli ultimi tempi.
Questo perché la selezione artificiale tende a favorire un aumento delle caratteristiche produttive della pianta rispetto a quelle di resistenza determinando la formazione di piante suscettibili.
Tale meccanismo di suscettibilità viene esaltato quando si vanno ad introdurre patogeni che non hanno mai convissuto con le piante. Tutto ciò ha causato e causa tutt’ora lo sviluppo di epidemie che stanno determinando  dei danni ambientali anche rilevanti.

G.4) Irrigazione
L’irrigazione è considerata una pratica colturale capace di aumentare lo sviluppo delle malattie in quanto:

  • Riduce la temperatura degli organi aerei (foglie e fusto).
  • Favorisce la dispersione degli inoculi dalle piante infette o dal terreno.
  • Dilava gli antiparassitari.
  • Favorisce la trasmissione dei parassiti.
  • Crea l’umidità favorevole allo sviluppo dei parassiti.

G.5) Concimazione
L’incremento dell’impiego dei concimi e il loro uso in maniera errata, può determinare l’incremento delle malattie delle piante.
Questa pratica può agire per azione:

  • Diretta
    Per attivazione del patogeno o inattivazione degli antagonisti naturali.
  • Indiretta
    Per modificazione della predisposizione della pianta all’attacco dei parassiti.

La predisposizione della pianta alle malattie, dipende anche dalle caratteristiche colturali e pedologiche del terreno.

G.6) Coltivazione in ambiente protetto e fuori stagione
Con l’incremento delle coltivazioni in serra e in particolar modo fuori stagione, si è verificato un aumento della malattie delle piante, perché i parassiti:

  • Vengono sottratti all’azione degli eventi meteorici esterni.
  • Subiscono in maniera minore le fluttuazioni di temperatura e umidità.
  • Sono favoriti dalle particolari condizioni che si vengono a creare in ambiente protetto.

G.7) Impiego di fitofarmaci
L’aumento dell’impiego soprattutto in maniera errata dei fitofarmaci, ha portato negli ultimi secoli ad un incremento dello sviluppo delle malattie e parassiti delle piante in quanto:

  • Distruggono i microrganismi e gli antagonisti naturali.
  • Riducono la resistenza delle piante.
  • Aumentano la predisposizione delle piante alle malattie.
  • Creano un vuoto biologico.
  • Favoriscono la selezione di parassiti resistenti.

BIBLIOGRAFIA:
1) A. Matta, E. Luisoni, G. Surico 1996. Fondamenti di patologia vegetale. Patron Editore. Bologna.

2) M. Ferrari, E. Marcon, A.Menta, 1996. Fitopatologia ed entomologia agraria. Edagricole. Edizioni agricole, Bologna.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...