Le pesche fiorentine

La peschicoltura fiorentina, vanta una tradizione che è fatta di un innumerevole varietà di piante di pesco conosciute fin dal 1500.
Queste varietà sono giunte fino ad oggi grazie al lavoro paziente di molti agricoltori che hanno saputo conservare e tramandare le tradizioni legate a queste piante. In questa categoria rientrano:

1) Pesche cotogne.

2) Pesche burrone.

A) Pesche cotogne
Le pesche cotogne sono varietà di pesco introdotte in Italia, probabilmente dagli spagnoli, durante l’epoca di dominazione nell’Italia Meridionale e sono giunte successivamente a Firenze grazie all’interesse della famiglia dei Medici verso la coltivazione delle piante da frutto. Questa ipotesi è dimostrata dal fatto che le varietà di pesche spagnole attualmente coltivate, sono molto simili alle cotogne fiorentine.
Nelle zona del napoletano inoltre, alcune varietà locali ancora diffuse, sono molto simili alle cotogne fiorentine, sia per quanto riguarda l’aspetto del frutto che per i loro caratteri agronomici.
Lo stesso scrittore Gallesio nella sua opera intitolata Pomona italiana, fa riferimento alle pesche cotogne, quando scrive che si tratta di pesche duracine serotine (ossia pesche non spicche a maturazione tardiva).
Le cotogne fiorentine sono varietà locali assai numerose e tutt’ora presenti ancora nelle aree peschicole della provincia di Firenze, soprattutto nella piana fiorentina compresa tra i comuni di Pontassieve (FI), Rignano sull’Arno (FI), Rosano (FI) e Londa (FI).
La maggior parte di esse sono diffuse in Toscana, anche se una varietà la Cotogna settembrina, la possiamo ritrovare anche in altre zone dell’Italia Centrale, specialmente in Umbria.
Il termine cotogna nel dialetto fiorentino e toscano stà ad indicare quella pesca a buccia gialla a polpa di color arancio giallo, consistente e a maturazione tardiva.
La propagazione per seme di tali varietà, molto applicata in passato, ha generato nel tempo delle varietà diverse (varietà popolazione) caratterizzate da caratteri ben distinti tra di loro, per quanto riguarda il tipo di pianta e il tipo di frutto la cui capostipite principale da cui sono derivate le altre è rappresentata dalla Cotogna di Rosano.
Delle innumerevoli varietà di pesche cotogne le più importanti sono:

1) Cotogna di Rosano.

2) Cotogna di Rosano prima.

3) Cotogna di Rosano tardiva.

4) Cotogna Ceccarelli.

5) Cotogna Cicalini.

6) Cotogna del Berti.

7) Cotogna del Castellare a nocciolo giallo.

8) Cotogna del Castellare a nocciolo rosso.

9) Cotogna del Castellare tardiva.

10) Cotogna del Padule.

11) Cotogna del Poggio.

12) Cotogna del Poggio precoce.

13) Cotogna della Remola.

14) Cotogna di Cesare.

15) Cotogna di Gigi.

16) Cotogna di Villamagna.

17) Cotogna Pandolfini.

18) Guglielmina.

19) Ciani 1.

20) Gialla di San Polo.

21) Regina di Montalcino.

Le pesche cotogne sono caratterizzate da piante molto vigorose, a portamento assurgente e caratterizzate da rami misti lunghi, con gemme a fiore distribuite nella parte mediana e distale del ramo.
I fiori che sono rosacei, fioriscono tardivamente e la pianta entra in produzione molto lentamente attorno al 3-5 anno d’impianto.
Sono pesche che hanno una buona produttività, con epoca di maturazione da tardiva a molto tardiva, molto sensibili all’oidio e alla monilia (che provoca marciumi a livello del frutto.
Come abbiamo detto, le pesche cotogne sono caratterizzate da frutti di dimensione variabile, da medio piccola a grande e di forma diversa tra loro. La buccia del frutto è tipicamente di colore arancio scuro, con sovraccolore rosso dalla parte esposta al sole. La polpa è di notevole consistenza e a volte croccante, di colore arancio giallastro con alcune venature rosse attorno al nocciolo che risulta non spicco. Presentano un sapore abbastanza dolce con leggero retrogusto acido e amarognolo e un aroma di moscato.
Si tratta per lo più di varietà che maturano tardivamente, tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre. Infatti nella campagna fiorentina si era soliti consumarle durante il periodo della vendemmia assieme all’uva.
I frutti tipicamente erano utilizzati per il consumo fresco, ma anche per l’ottenimento di marmellate e confetture, per la preparazione di pesche secche, oppure messe sotto spirito.
Ma l’utilizzo tipico che se ne faceva nella campagna fiorentina, era quello di consumarle fresche affogate nel vin rosso, questo perché con il vino si tendeva ad attutire il retrogusto acido di alcune varietà in modo da esaltarne il gusto zuccherino.

B) Pesche Burrone
Le pesche burrone, sono varietà di pesco particolari nel quale è stato attestato che il termine burrona, è scarsamente presente nella letteratura pomologica.
Infatti tale termine non compare nelle opere artistiche del pittore Bimbi, anche se esso le rappresenta come pesche simili per aspetto ad altre varietà locali di pesco. Il termine burrona, compare invece nell’opera Pomona Italiana del Gallesio, dove assimila le burrone fiorentine alle varietà rappresentate dal pittore Bimbi.
Tuttavia è ormai accertato, che il termine Burrona si sia generato attorno alle campagne di Rosano nel comune di Pontassieve (FI). Tale vocabolo, nel linguaggio popolare fiorentino, sta ad indicare un tipo di frutto corposo e delizioso allo stesso tempo. I contadini dell’epoca, non essendo abituati a chiamare le pesche con i nomi ben definiti, chiamavano burrone tutte quelle varietà locali di pesche della zona, caratterizzate da una polpa bianca, fine, aromatica e profumata, spicca, a maturazione tardiva e molto spesso propagabili per seme.
Da indagini svolte intorno agli anni 70, è risultata la presenza nelle zone peschicole fiorentine di numerose varietà locali di burrone. Queste varietà sono diffuse tipicamente in tutta l’area fiorentina, compreso tra il Valdarno Superiore e i comuni di Pontassieve (FI), Rignano sull’Arno (FI), Bagno a Ripoli (FI), Rosano (FI) e Londa (FI).
Le pesche Burrone sono varietà di pesco appartenenti ad ecotipi diversi tra di loro, ma tutte accomunate nel fatto di possedere dei frutti aventi caratteristiche comuni, in quanto propagabili per seme e quindi appartenenti a varietà popolazione. Le più importanti varietà sono:

1) Burrona di Rosano.

2) Burrona di Terzano.

3) Daniela.

4) Regina di Londa.

5) Regina d’ottobre.

6) Tardiva di Caiano.

7) Tardiva di Firenze.

8) Tondona Presidente.

9) Toschina d’ottobre.

10) Vittorio Emanuele III.

11) Ciani 2.

12) Moroni 1.

13) Poppa di Venere settembrina.

14) Spicca bianca.

15) Tardiva di Villamagna.

16) Toschina di settembre.

Le pesche burrone, sono caratterizzate invece da piante anch’esse molto vigorose, ma con portamento regolare e caratterizzate da rami misti piuttosto lunghi, caratterizzati da gemme a fiore distribuite nella parte mediana e basale del ramo a frutto.
Le burrone entrano in produzione attorno al 2-3 anno d’impianto, con una produttività medio elevata e costante. I fiori sono rosacei a fioritura molto tardiva. Alcune varietà sono sensibili all’oidio e ai danni provocati dalle larve della Cidia (insetto parassita dei frutti).
Nelle pesche burrone il frutto è medio grosso, di forma arrotondata e tendenzialmente schiacciata all’estremità. La buccia è di colore bianco verdastro sul chiaro, marezzata o sfumata di rosso vivo nella parte esposta al sole, semiaderente alla polpa, di medio spessore e poco pelosa. La polpa è di colore bianco crema, venata di rosso fino al nocciolo, soda, molto dolce, gradevole, aromatica, profumata e spicca. Il frutto matura tardivamente o molto tardivamente tra la fine di settembre e la fine di ottobre.
I frutti di queste varietà vengono essenzialmente impiegati solo ed esclusivamente per il consumo fresco, vista la loro attitudine ad ammezzire velocemente, caratteristica legata alla sua scarsa conservabilità.

BIBLIOGRAFIA:
1) Bellini E., Nencetti V., Picardi E., 1999. Il germoplasma toscano delle specie legnose da frutto: le pesche “Burrone fiorentine”. Atti del convegno Firenze, 19 novembre 1999, ARSIA – Regione Toscana, Firenze.

2) Bellini E., Nencetti V., Picardi E., 1999. Il germoplasma toscano delle specie legnose da frutto: le pesche “Cotogne fiorentine”. Atti del convegno Firenze, 19 novembre 1999, ARSIA – Regione Toscana, Firenze.

 

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