Mosca dell’olivo

A) Mosca dell’olivo: che cos’è?
La Mosca dell’olivo (Bactrocera oleae) chiamata anche mosca olearia o daco (un tempo chiamata Dacus oleae), è uno degli insetti o avversità più dannose per quanto riguarda l’olivo.
E’ una specie carpofaga (cioè si nutre di frutti), le cui larve creano delle gallerie all’interno delle olive portando alla distruzione dei frutti e a gravi alterazioni dell’olio al loro interno.
Questo insetto è associato particolarmente alle piante di olivo e in generale a quelle del genere Olea.
L’insetto appartiene alla classe dei Ditteri e alla famiglia dei Tefritidi.
Alla stessa classe appartengono anche la Mosca della frutta (Ceratitis capitata) e la Mosca delle ciliegie (Rhagoletis cerasi).

B) Diffusione
La mosca dell’olivo è particolarmente diffusa nell’area del Bacino del Mediterraneo (Italia, Spagna e Grecia), soprattutto nelle aree pianeggianti, più umide e fresche vicino al mare (aree pandacee).
In queste aree la sua incidenza d’attacco è variabile in base a:

1) Condizione di temperatura e umidità favorevoli.

2) Presenza di olivi selvatici (olivastri).

3) Varietà coltivata.

4) N°di generazioni (in media 2-3 l’anno).

Nelle zone interne e collinari (aree merodacee), la sua diffusione nonché la sua incidenza d’attacco, è minore a causa del clima più secco e arido e al minor numero di generazioni che può fare nel corso dell’anno (in media 1-2).
Dalle zone del Mediterraneo, la Mosca dell’olivo è stata diffusa successivamente anche:

a) Sudafrica.

b) Australia.

c) California (dal 2003).

d) America del Sud.

In questi ambienti l’introduzione di questo insetto è avvenuto a causa di:

A) Presenza di piante ospiti (materiale di propagazione infestato).

B) Mancata convivenza tra pianta e parassita.

C) Assenza di antagonisti naturali.

C) Come è fatta?
Gli adulti presentano un corpo della grandezza di 4-6 mm circa, variabile in base a fattori genetici e ambientali. Presentano un capo di colore castano – giallastro e delle macchie nere di forma rotondeggiante tra le antenne e gli occhi di colore verde – bluastro.
La femmina presenta un robusto ovodepositore nella parte ventrale del corpo.
L’uovo è di colore biancastro, lungo circa 1 mm, cilindrico, appiattito e appuntito all’estremità.
Dall’uovo si formano tre stadi larvali (larve di 1°- 2° e 3° etá). La larva matura è di colore bianco – giallastro e lunga 6 – 7 mm.
La pupa infine è di colore castagno e lunga 4,5 mm.

D) Ciclo biologico
Negli ambienti a clima mite e fresco, la mosca dell’olivo è presente tutto l’anno come adulto svernando all’inizio della primavera (marzo – aprile). In altri casi sverna come pupa nel terreno.
Gli adulti che hanno svernato (gennaio – marzo), sfarfallano alla
ricerca di liquidi (melata ed essudati zuccherini) e di polline dei quali si alimentano (organismi glicifaghi).
Verso la fine di maggio inizi di giugno, avvengono i primi accoppiamenti e soltanto verso gli inizi di luglio le femmine fertili depongono delle uova all’interno delle olive appena allegate che risultano recettive all’attacco della mosca.
L’ovideposizione avviene in corrispondenza della fase d’indurimento del nocciolo con circa il 2% di olio nelle olive.
Le femmine ovodepongono le uova ad estate inoltrata, quando l’oliva ha una grandezza di 7-8 mm di diametro, lasciando delle punture triangolari di colore scuro quando cicatrizzano. Le punture possono essere:

1) Sterili o di nutrizione.

2) Fertili o di ovodeposizione.

Dalle uova lasciate al di sotto delle buccia, nel giro di 2-3 giorni si sviluppa la larva di 1°età che scava gallerie superficiali.
Questa larva muta approfondendosi nella polpa formando quella di 2°età.
Quest’ultima arrivando fino quasi al nocciolo, si sviluppa in quella di 3°età, che prima di formare la pupa forma un piccolo foro di uscita dall’oliva.

E) Esigenze ambientali
Lo sviluppo della mosca dell’olivo, è strettamente legata alle condizioni di temperatura è umidità dell’ambiente.
Per poter raggiungere lo stadio di adulto a partire dall’uovo, la mosca dell’olivo, ha bisogno di un accumulo termico di 380 gradi/giorno nell’arco dell’anno.
In generale le temperature ottimali per lo sviluppo della mosca si aggirano intorno i 23-26°C unite a un decorso climatico umido. A questi valori si verificano massicce infestazioni.
Temperature superiori ai 30°C unite a un decorso ambientale siccitoso, provocano la morte delle uova e delle larve (in particolare quelle di 1°età) e un arresto dello sviluppo degli adulti.
Le basse temperature non compromettono la vitalità della mosca se non al di sotto degli 0°C. Questo può avvenire nelle zone a clima particolarmente rigido in inverno.
Lo sviluppo della mosca delle olive è favorita anche da una serie di fattori climatici, agronomici, varietali e pedologici come:

a) Regime termico moderato intorno 20-30°C.

b) Clima umido.

c) Stagione.

d) Varietà precoci.

e) Varietà da tavola o a duplice attitudine.

f) Irrigazione.

g) Alternanza di produzione.


F) Danni
I danni provocati dalla mosca dell’olivo possono essere di due tipi:

A) Quantitativi.

B) Qualitativi.

DANNI QUANTITATIVI

Dal punto di vista quantitativo nelle varietà da olio, il danno si manifesta con una riduzione della polpa (a causa delle gallerie che vengono scavate dalle larve), cascola precoce dei frutti e perdita di resa d’olio intorno al 20% quando l’infestazione è dell’80%.
Nelle varietà da tavola il danno quantitativo è dovuto anche alle
punture sterili, perché deturpano l’oliva e non ne consentono la
loro commercializzazione. Esse subiscono un deprezzamento e vengono avviate all’oleificazione.

DANNI QUALITATIVI

Sono i danni più importanti e si manifestano con un sensibile peggioramento dell’qualità dell’olio.
L’olio estratto da olive attaccate presenta una maggiore acidità libera (dal 2 al 10% e oltre secondo l’infestazione), un maggiore contenuto di perossidi (N° di perossidi superiore a 20), un minor contenuto di polifenoli e tocoferoli (vitamina E) e quindi una minore conservabilità.
Questo danno qualitativo è causato principalmente dall’azione dell’ossigeno, che penetrando attraverso le gallerie scavate dalle larve innesca fenomeni d’irrancidimento a carico dell’olio.
Le olive infine possono essere soggette anche all’attacco di muffe e all’insediamento di altri patogeni (lebbra delle olive).

G) Lotta
La lotta che si può attuare nei confronti della mosca dell’olivo può essere di vari tipi:

a) Lotta biologica.

b) Lotta biotecnologica.

c) Lotta chimica.


G.1) Antagonisti naturali
In natura la mosca dell’olivo, è controllata da una serie di antagonisti naturali (parassitoidi) che in condizioni d’equilibrio ambientale sono in grado di contenere le infestazione dell’insetto. La loro efficacia tuttavia risulta utile quando le infestazioni sono ridotte e solo nel caso dell’integrazione di più tecniche di lotta. I più importanti antagonisti naturali sono:

1) Opius concolor (parassitoide originario dell’Africa diffuso in molte regioni italiane di difficile acclimatazione all’eccezione della Sicilia).

2) Pnigallio mediterranus (parassita delle larve di mosca).

3) Eupelmus eurozonus (associato alle piante spontanee di Inula viscosa. Parassitizza le larve).

4) Eurytoma martellii (parassita delle larve di mosca).

5) Cyrtoptyx latipes (parassita delle larve di mosca).

6) Lasioptera barlesiana (parassita delle uova).

G.2) Lotta biologica
La lotta biologica alla mosca dell’olivo, è basata principalmente sul ricorso all’impiego degli antagonisti naturali dell’insetto già citati precedentemente tra cui l’Opius concolor o l’utilizzo del Bacillus thuringensis. Tuttavia l’impiego di questi parassitoidi da soli ha dato scarsi risultati.
Più efficace risulta invece l’integrazione della lotta biologica assieme ad altri accorgimenti come:

a) Scelta di varietà più resistenti alla mosca dell’olivo.

b) Trattamenti preventivi con esce proteiche avvelenate.

c) Trattamenti preventivi con prodotti a base di rame o caolino.

d) Rimozione delle olive infestate per limitare lo sviluppo degli adulti.

e) Monitoraggio delle condizioni climatiche.

G.3) Lotta biotecnologica
La lotta biotecnologica alla mosca dell’olivo, è basata sull’impiego di trappole innescate con vari attrattivi per la cattura massale degli adulti dell’insetto.
In base alla loro funzione si distinguono due tipologie di trappole:

1) Trappole per il monitoraggio (trap test). Vengono impiegate per verificare l’andamento delle popolazioni della mosca e stabilire la soglia d’intervento nel caso di lotta chimica. Sono trappole di materiale plastico e cosparse di materiale appiccicoso.

2) Trappole per la cattura massale (mass trap o mass trapping). Vengono impiegate per la cattura degli adulti, al fine di abbattere le infestazioni al di sotto della soglia d’intervento.

In base al tipo di attrattivo impiegato per la lotta biotecnologica, le trappole possono essere:

A) Trappole cromotropiche. Sono trappole basate sull’impiego del colore giallo in grado di attrarre gli adulti della mosca dell’olivo. Vengono impiegate solo a scopo di monitoraggio delle popolazioni.

B) Trappole a feromoni. Sono basate sull’impiego di un feromone sintetico (1,7-dioxaspiro-5,5-undecano), che è simile al feromone emesso dalla femmina della mosca dell’olivo per attrarre il maschio. Vengono utilizzate per la cattura massale, in quanto innescate con prodotti adulticidi (es. deltametrina).

Trappole chemiotropiche. Sono basate invece sull’impiego di sostanze azotate volatili che attirano le mosche, perché alla ricerca di proteine nella loro dieta. Vengono innescate con proteine idrolizzate o sali ammoniacali. Sono impiegate per la cattura massale e svolgono i migliori risultati integrando insieme i vari prodotti (es. sali ammoniacali e proteine idrolizzate insieme).

G.4) Lotta chimica
In base alla fase del ciclo biologico in cui si trova l’insetto, la lotta chimica contro la mosca dell’olivo può essere di due tipologie:

1) Lotta preventiva contro gli adulti (adulticida).

2) Lotta curativa contro le larve (larvicida).

In base invece alle modalità d’esecuzione, la lotta chimica contro la mosca dell’olivo può essere:

a) Lotta a calendario.

b) Lotta guidata.

c) Lotta integrata.

G.4.1) Lotta preventiva
La lotta chimica preventiva contro gli adulti della mosca dell’olivo, si basa irrorando le piante con delle esche proteiche avvelenate. Le sostanze utilizzate come esche sono delle proteine idrolizzate e avvelenate con un prodotto insetticida a base di deltametrina.
Questo tipo di lotta si basa sul fatto che gli adulti essendo glicifaghi sono molto attratti dalle sostanze azotate necessarie per integrare la loro dieta carente di proteine. Recentemente questo tipo di lotta viene eseguita ricorrendo anche a prodotti naturali a base di Spinosad (nome commerciale Spintorfly) una miscela di metaboliti batterici dotati di azione insetticida e ammessi anche in Agricoltura biologica.
I vantaggi della lotta preventiva contro gli adulti della mosca dell’olivo sono:

1) Basso costo e ridotto impatto ambientale.

2) Si applicano soltanto su una parte della chioma con minore dispendio di prodotto.

3) Sono utili per i trattamenti negli oliveti posti in ambienti difficili.

4) Ridotto impiego di acqua.

5) Riducono le ovodeposizioni e bloccano le infestazioni sul nascere.

6) Funziona a basse soglie d’intervento (2-3 adulti per trappola).

Non sempre però questo tipo di lotta si rivela efficace, soprattutto quando le popolazioni di mosca sono in quantità elevata.
Il loro impiego tuttavia risulta efficace nell’abbattere principalmente le popolazioni estiva in caso di bassa incidenza d’attacco sui frutti.
Oltre al ricorso all’uso delle esche proteiche avvelenate, la lotta preventiva agli adulti della mosca dell’olivo può essere eseguita ricorrendo a:

A) Uso di prodotti anticrittogamici a base di rame (solfato di rame o ossicloruro di rame).

B) Uso del caolino.

Il rame oltre ad essere un valido prodotto anticrittogamico, svolge secondariamente anche un’azione preventiva e repellente contro gli adulti della mosca andando ad indurire i tessuti e impedendo le ovodeposizioni all’interno del frutto.
La sua azione preventiva, è basata anche sulla distruzione dei batteri che vivono in simbiosi con le femmine della mosca dell’olivo e che sono fondamentali per lo sviluppo delle uova. Questi batteri che si trovano liberi sulle superfici vegetali dell’olivo (foglie e fusto), vengono assunti dalle femmine della mosca e trasmessi alla discendenza attraverso le uova.
Di conseguenza distruggendo questi batteri, si impedisce alla mosca di portare a compimento lo sviluppo delle uova generando degli adulti sterili.
Il caolino è un argilla di origine naturale che può essere impiegata
per la lotta preventiva contro la mosca dell’olivo, perché irrorato sulle piante, svolge un’azione repellente andando a formare sulle superfici vegetali una patina biancastra che altera la percezione del colore dei frutti, impedendo alla femmine di ovodeporre all’interno di essi. Affinché il metodo sia efficace è necessario:

a) Che il trattamento sia tempestivo (fine giugno – inizi di luglio).

b) Che ci siano condizioni ambientali favorevoli (clima secco e non umido e piovoso).

c) Che la quantità di olivi trattati sia ridotta (a causa degli elevati costi dell’argilla).

G.4.2) Lotta curativa
La lotta curativa (larvicida) contro le larve della mosca dell’olivo è basata principalmente sulla distribuzione di insetticidi (sintetici o naturali) i quali vanno essenzialmente ad agire sull’insetto non appena si verifica il danno a carico delle olive. Tra i prodotti che possiamo utilizzare ricordiamo:

1) Insetticidi sintetici:
a) Fosforganici (Dimetoato e Phosmet).
b) Deltametrina.

2) Insetticidi naturali o biologici:
a) Azadiractina (estratta dall’albero di Neem).
b) Rotenoidi.

1) Insetticidi sintetici

I fosforganici (in particolar modo il Dimetoato), sono gli insetticidi attualmente più utilizzati contro la mosca delle olive per la loro efficacia e costo contenuto.
Il Dimetoato è un insetticida citotropico, leggermente traslaminare capace di penetrare per alcuni strati all’interno del frutto. Agisce principalmente sulle larve di I° e II° età quando sono in superficie, ma non su quelle di III° età quando sono profonde.
Agisce per contatto o per ingestione esercitando un’azione neurotossica indiretta andando a bloccare la trasmissione degli impulsi nervosi tra un neurone all’altro (sinapsi), per inattivazione dell’acetilconinesterasi.
Ha un tempo di carenza di 28 giorni, ed essendo liposolubile può lasciare tracce all’interno dell’olio.
La deltametrina è invece un insetticida con caratteristiche molto simili ai piretroidi risultando a largo spettro d’azione e quindi utilizzabile non solo in olivicoltura, ma anche in viticoltura, frutticoltura, orticoltura e floricoltura. Può essere impiegato oltre che per il trattamento su piante da frutto anche su piante erbacee.
Agisce non solo nei confronti degli insetti, ma anche nei confronti degli acari per contatto o ingestione.
Esercita un’azione neurotossica diretta andando a bloccare la trasmissione degli impulsi nervosi all’interno dei neuroni provocando paralisi dell’insetto in breve tempo. E’ un prodotto che non penetra all’interno dei tessuti e quindi può essere usato solo in copertura.
Viene usato non solo contro le larve, ma anche contro gli adulti della mosca dell’olivo. Infatti viene impiegato come prodotto da aggiungere alle esche proteiche avvelenate.

2) Insetticidi naturali o biologici

Tra gli insetticidi naturali ricordiamo l’impiego dell’azadiractina,
estratta dalla pianta di Neem (Azadiracta indica). Dalla stessa pianta è possibile ottenere anche degli oli naturali da utilizzare contro afidi e cocciniglie. Presenta un basso impatto ambientale e agisce da repellente.
I rotenoidi o rotenoni, sono altri insetticidi naturali, che agiscono da repellenti con debole attività neurotossica.
Essendo però poco selettivi, possono avere degli effetti tossici non solo sugli insetti fitofagi ma anche sugli organismi utili in particolare quelli di origine acquatica (crostacei e pesci).

La lotta curativa può essere anche:

1) Lotta a calendario.

2) Lotta guidata.

3) Lotta integrata.

 

1) Lotta a calendario

Prevede la distribuzione periodica di insetticidi con trattamenti preventivi a partire dal periodo in cui compaiono le infestazioni (dall’inizio dell’estate fino all’inizio dell’autunno), con trattamenti ripetuti nell’arco di 20 giorni (nel caso dell’uso del Dimetoato) o in base al periodo di carenza dell’insetticida. In questo tipo di lotta rientra anche la distribuzione in prevenzione anche l’uso del rame. La lotta a calendario presenta degli aspetti negativi, perché viene eseguita senza tener conto della reale presenza dell’insetto con il rischio di intervenire inutilmente e causare problemi di tossicità alle piante e agli altri organismi viventi con un grosso impatto ambientale.

2) Lotta guidata

Consiste nel ricorso all’impiego di insetticidi soltanto dopo il superamento della cosiddetta soglia d’intervento.
Viene definita come Soglia d’intervento la percentuale di attacco del parassita al di sopra del quale è possibile che avvenga una perdita quantitativa e qualitativa evidente.
Nel caso della mosca dell’olivo, questa soglia può essere valutata settimanalmente misurando l’andamento delle popolazioni dell’insetto con:

A.Uso di trappole.

B.Campionamenti su olive.

 

A.Uso di trappole

Come abbiamo visto precedentemente nel caso della lotta biotecnologica, l’uso delle trappole ci permette di monitorare l’andamento delle popolazioni di mosca dell’olivo in particolar modo degli adulti durante i loro voli di sfarfallamento, in modo da avere un quadro ben preciso sull’entità dell’attacco.
Affinché però sia affidabile questo sistema, è necessaria un’adeguata sperimentazione, perché le soglie d’intervento solo molto variabili in base al tipo di trappola impiegata (cromotropica, a feromoni e chemiotropica) e in base alle condizioni climatiche e ambientali della zona d’intervento.

B.Campionamento su olive

E’ attualmente il sistema più affidabile per stabilire le soglie d’intervento e consiste nell’andare a verificare il numero diinfestazioni attive sull’oliva.

Infestazioni attive = punture di ovodeposizione, uova e larve di I° e II° età all’interno del frutto.
Il campionamento si effettua settimanalmente prelevando casualmente su un’ampia superficie prelevando un’oliva per pianta ad altezza d’uomo.
Dal prelievo si separa un campione di 100-200 olive sulle quali va rilevata solo la presenza di uova e di larve di I° e II° età vive e non parassitizzate.
L’eventuale presenza di fori di sfarfallamento, di larve di III età e di pupe non va computata in quanto il danno è ormai verificato e il trattamento sarebbe inutile.
In questo caso si interviene con la distribuzione dei prodotti insetticidi quando si supera la soglia d’intervento che è pari al 10-15% di olive parassitizzate per le varietà da olio e del 5% per le varietà da tavola e a duplice attitudine.

3) Lotta integrata

E’ basata sul ricorso nell’integrazione delle varie tecniche di lotta (biologica, biotecnologica, chimica e agronomica), allo scopo di abbattere il carico di infestazione attiva e intervenire solo al superamento della soglia d’intervento.
E’ attualmente considerata il sistema di lotta migliore contro la mosca dell’olivo, perché integrando i vari mezzi di lotta si fa si che laddove un sistema non risulta efficace nel controllare lo sviluppo dell’insetto, può essere invece efficace un altro. Esempi di lotta integrata:

1) Uso di esche avvelenate + impiego di parassitoidi + eliminazione di olive attaccate.

2) Uso di trappole + impiego di insetticidi + esche avvelenate.


BIBLIOGRAFIA:

1) Baccetti B., et. al. 2000. Manuale di zoologia agraria. Antonio Delfino Editore. Medicina – Scienze.

2) Ferrari M., et.al. 1996. Fitopatologia ed entomologia agraria. Edagricole. Edizioni agricole. Bologna.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...